Medio Oriente in fiamme. Al centro dello scacchiere restano lo stretto di Hormuz, su cui incombe la minaccia dell'Iran, e l'isola di Kharg, colpita dall'offensiva degli Stati Uniti. Tornando a Hormuz, Donald Trumnp chiede che Cina, Francia, Regno Unito, Giappone e Corea del Sud inviino navi da guerra per presidiarlo e per permettere il passaggio delle petroliere. I pasdaran minacciano: "Uccideremo Netanyahu". Segui la cronaca della giornata di guerra.
Idf, strategia già definita fino alla Pasqua ebraica e oltre
In un colloquio con la Cnn, le Forze di difesa israeliane hanno spiegato di aver predisposto piani operativi dettagliati fino alla Pasqua ebraica e anche per le tre settimane successive. "Siamo pronti, in coordinamento con i nostri alleati statunitensi, con piani che coprono almeno il periodo fino a Pesach, tra circa tre settimane. E disponiamo anche di programmi più estesi per le tre settimane dopo", ha affermato il portavoce delle Idf, il generale di brigata Efi Dafrin. La festività di Pesach nel 2026 inizierà il 1 aprile e terminerà il 9 aprile. La stessa fonte ha aggiunto che nelle prossime settimane "abbiamo ancora migliaia di obiettivi da colpire". Dafrin ha inoltre ribadito che le Forze di difesa israeliane "non agiscono seguendo un cronometro o una tabella di marcia, ma in funzione del raggiungimento dei nostri obiettivi". Due giorni fa il Times of Israel aveva scritto che l’esercito si stava preparando a diverse altre settimane di operazioni in Iran, ritenendo di avere ancora numerosi bersagli da colpire, sia a Teheran sia in altre aree del Paese.
Pasdaran, raid con 54 missili e impiego del Sejjil
Il dipartimento delle pubbliche relazioni delle Guardie Rivoluzionarie ha reso noto il lancio di 54 missili contro obiettivi situati in Israele. Nel comunicato si precisa che nell’attacco sono stati impiegati "missili superpesanti Khorramshahr a doppia testata, Khyber-Shakan, Qadr, Emad e, per la prima volta nell’Operazione Sadeq Promise, 4 missili strategici e il missile a propellente solido Sejjil". Il Sejjil è un missile balistico superficie-superficie di medio raggio alimentato a propellente solido e, secondo quanto riferito, sarebbe in grado di coprire la distanza tra il sito nucleare di Natanz e Tel Aviv in circa sette minuti. La notizia è stata riportata da Bbc Persian.
Fonti Usa, dubbi di Khamenei sulla successione al figlio
Secondo informazioni dell’intelligence statunitense condivise con il presidente Donald Trump, la defunta Guida Suprema dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, avrebbe espresso scetticismo sulla prospettiva che il figlio Mojtaba Khamenei, recentemente eletto, potesse succedergli alla guida del potere. A riferirlo alla Cbs sono state fonti informate sul dossier.
Cnn, Israele si prepara ad altre settimane di conflitto con Teheran
Israele si aspetta che la guerra con l’Iran possa proseguire almeno per altre tre settimane, con "migliaia di obiettivi" ancora nel mirino. È quanto dichiarato dall’esercito israeliano in un’intervista rilasciata alla Cnn.
Londra valuta con gli alleati come riaprire lo Stretto di Hormuz
Il Regno Unito "sta operando intensamente con i Paesi alleati", compresi gli Stati Uniti, per capire quali iniziative possano favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha detto il ministro dell’Energia Ed Miliband, dopo che Donald Trump ha invitato i Paesi coinvolti a inviare unità militari per scortare le petroliere lungo il passaggio. "Stiamo parlando con i nostri alleati. Esistono diversi modi per rendere possibile la navigazione. Stiamo operando intensamente con i nostri alleati per capire cosa sia possibile fare, perché è così importante che lo Stretto sia aperto", ha dichiarato Miliband alla Bbc. Il ministro ha aggiunto che la riapertura dello Stretto "è una priorità per il mondo".
Trump frena sull’intesa: "L’accordo non mi convince ancora"
"L’Iran vuole raggiungere un accordo e io non voglio farlo perché i termini non sono ancora abbastanza buoni". Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha parlato a Nbc News, senza però precisare quali siano, nel dettaglio, gli aspetti che giudica "non sufficientemente buoni".
Esplosioni e allerta nel cuore di Tel Aviv
Le sirene d'allarme hanno risuonato a Tel Aviv e in altre aree del centro di Israele in seguito a un lancio di missili dall'Iran. Nel centro della città si avvertono forti boati, secondo quanto rilevato dall'Ansa sul posto.
Larijani accusa Washington: "Piano per attribuire all'Iran un grave attentato"
"Ho appreso che i membri rimasti della rete di Epstein avrebbero elaborato un complotto per provocare un attacco simile a quello dell'11 settembre e poi addossarne la colpa all'Iran. Teheran respinge con forza simili progetti terroristici e non è in guerra con il popolo americano". Lo scrive su X Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano.
Israele segnala un nuovo attacco: "Missili dall'Iran, attive le difese"
Le forze armate israeliane hanno reso noto di aver rilevato poco fa un nuovo lancio di missili dall'Iran diretto verso Israele. I sistemi di difesa, ha aggiunto l'Idf, sono entrati in funzione per tentare di intercettare la minaccia.
Parigi conferma: la Charles de Gaulle resterà nel Mediterraneo orientale
La portaerei francese Charles de Gaulle, unica unità di questo tipo in dotazione alla Francia, continuerà a operare nel Mediterraneo orientale, nonostante il recente appello del presidente degli Stati Uniti Donald Trump a vari Paesi perché inviino le proprie navi a tutela della sicurezza nello Stretto di Hormuz. Lo ha riferito il ministero degli Esteri francese. Sabato Trump aveva sollecitato Cina, Francia, Giappone, Corea del Sud, Regno Unito e altri Paesi a schierare unità navali nell'area. Parigi, ha precisato ancora il Quai d'Orsay, mantiene una posizione invariata sulla crisi in Medio Oriente, improntata a un approccio difensivo. Giovedì la ministra della Difesa Catherine Vautrin aveva già escluso l'invio di navi da guerra francesi nello Stretto di Hormuz nel pieno dell'escalation regionale.
Berna blocca due sorvoli di velivoli militari americani
La Svizzera ha fatto sapere di aver rifiutato l'autorizzazione a due sorvoli richiesti da aerei da ricognizione statunitensi "nel contesto della guerra in Iran". Il governo federale ha spiegato ieri sera che la normativa svizzera sulla neutralità non consente sorvoli da parte di soggetti coinvolti nel conflitto quando finalizzati a scopi militari legati alle ostilità. Restano invece ammessi i voli umanitari, medici e quelli non connessi direttamente al conflitto. Berna ha inoltre precisato di aver autorizzato oggi il passaggio di due aerei da trasporto Usa e il transito di un velivolo appena sottoposto a revisione.
Seul prudente su Hormuz: "Esamineremo con attenzione la richiesta Usa"
La Corea del Sud "valuterà con attenzione" la richiesta avanzata da Donald Trump di inviare navi da guerra nello Stretto di Hormuz per assicurarne l'apertura. Lo ha dichiarato un funzionario presidenziale citato dall'agenzia Yonhap, sottolineando che Seul è "in stretto contatto" con Washington sulla questione. "La sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione coincidono con l'interesse di tutti i Paesi e sono tutelate dal diritto internazionale", ha affermato il funzionario. "Su questa base, auspichiamo che la rete logistica marittima globale possa tornare rapidamente alla normalità".
Araghchi punta il dito contro gli Emirati per i raid sulle isole
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha accusato gli Emirati Arabi Uniti di aver messo a disposizione degli Stati Uniti basi utilizzate per colpire le isole di Kharg e Abu Musa. Secondo quanto riportano media iraniani, le operazioni sarebbero partite da Ras al-Khaimah e da un'altra area indicata come "molto vicina a Dubai". Araghchi ha definito l'azione "pericolosa" e ha lasciato intendere la possibilità di una risposta, affermando che l'Iran "cercherà di fare attenzione a non attaccare nessuna area abitata".
Le Guardie Rivoluzionarie minacciano Netanyahu
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane tornano a minacciare apertamente il premier israeliano Benjamin Netanyahu. In un comunicato rilanciato dall'agenzia Fars, i Pasdaran affermano che "l'incertezza sul destino del criminale Primo Ministro sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga con la famiglia dai territori occupati rivelano la crisi e l'instabilità degli sionisti". Nella stessa nota si legge ancora: "Se questo criminale assassino di bambini è ancora vivo, continueremo a dargli la caccia e a ucciderlo con tutte le nostre forze". Il dipartimento di relazioni pubbliche delle Guardie Rivoluzionarie sostiene inoltre che "gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani nel primo round di ingiusta vendetta di sangue per i martiri iraniani sono stati distrutti con forza e intensità nelle posizioni nei territori occupati e in 3 basi americane nella regione da un'operazione congiunta delle forze delle Guardie Rivoluzionarie". Nel comunicato si afferma anche che il "suono continuo delle sirene delle ambulanze" e il presunto aumento di morti e feriti dimostrerebbero l'efficacia dell'operazione iraniana. Secondo i Pasdaran, i missili avrebbero colpito settori industriali di Tel Aviv e anche installazioni militari statunitensi come Harir a Erbil, oltre alle basi di Ali Salem e Arifjan.
Cinque attacchi notturni su Israele, due feriti lievi nel centro del Paese
Nel corso della notte Israele è stato bersaglio di cinque raid, secondo quanto riferisce il Times of Israel. Il bilancio parla di due feriti lievi a Holon, nel centro del Paese, rimasti coinvolti durante il secondo attacco. Le ferite sarebbero state provocate dall'impatto di frammenti caduti nell'area, forse in seguito a un'intercettazione. Le forze armate israeliane hanno reso noto di aver aperto un'indagine sull'accaduto. Il servizio medico di emergenza ha spiegato che un uomo di circa 80 anni è stato medicato sul posto per lievi ferite da schegge di vetro, mentre una donna della stessa età è stata assistita per sintomi legati all'inalazione di fumo. Altre persone, inoltre, sono state curate per stato di shock.
L'Irgc rivendica operazioni contro Israele e basi Usa nella regione
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato di aver colpito Israele e tre basi statunitensi tra Iraq e Kuwait. In un comunicato diffuso da Al-Jazeera, l'Irgc sostiene che il "suono continuo delle sirene delle ambulanze" in Israele e le ammissioni israeliane sul "numero crescente di morti e feriti" mostrerebbero la "profondità dell'impatto dei missili pesanti" lanciati contro aree industriali di Tel Aviv. Nella stessa dichiarazione, il corpo militare iraniano afferma inoltre che la base aerea di Harir, a Erbil in Iraq, e le basi di Ali Al Salem e Arifjan in Kuwait, dove sono presenti truppe statunitensi, sarebbero state "distrutte da potenti missili e droni iraniani".
Segnalate esplosioni nel sud di Teheran
Diverse forti esplosioni sono state segnalate nella parte meridionale di Teheran. In un video ricevuto da Iran International si vedono varie detonazioni nelle prime ore di oggi, mentre alcuni residenti descrivono gli attacchi come "molto intensi". Secondo le prime informazioni diffuse, più zone dell'area sud della capitale iraniana sarebbero finite nel mirino dei raid.
Droni iraniani intercettati in Kuwait, Emirati e Arabia Saudita
Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita hanno riferito di aver intercettato nella notte diversi attacchi lanciati dall'Iran, all'inizio della sedicesima giornata di conflitto in Medio Oriente. Il ministero della Difesa saudita ha annunciato di aver abbattuto almeno 12 droni nelle ultime quattro ore. Ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, è stato segnalato un incendio dopo l'impatto di un drone contro un impianto petrolifero nell'area di Ruwais. Anche a Dubai, i sistemi di difesa aerea sarebbero entrati in azione intercettando droni nelle zone di Marina e Al Sufouh. In Kuwait, invece, la Guardia nazionale ha fatto sapere di aver abbattuto cinque droni nelle ultime 24 ore. In precedenza, le autorità kuwaitiane avevano riferito che alcuni droni avevano colpito i radar dell'aeroporto internazionale e la base Ahmad Al Jaber, causando il ferimento di tre soldati.
Trump spiega lo stop temporaneo ad alcune sanzioni sul petrolio russo
Interpellato sulla decisione di sospendere temporaneamente alcune sanzioni sul petrolio russo, nel contesto dell'aumento dei prezzi globali dell'energia, il presidente americano Donald Trump ha dichiarato a Nbc: "Voglio che il mondo abbia petrolio. Voglio che il mondo abbia petrolio". Trump ha poi aggiunto che le sanzioni varate dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 "torneranno non appena la crisi sarà finita".
Trump mette in dubbio che Mojtaba Khamenei sia ancora vivo
Donald Trump ha sollevato dubbi sulla sorte della nuova Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è comparso in televisione per quella che avrebbe dovuto essere la sua prima dichiarazione pubblica da leader del Paese. In un'intervista telefonica a Nbc, il presidente americano ha affermato: "Non so nemmeno se sia vivo. Finora nessuno è riuscito a mostrarlo". Trump ha aggiunto: "Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per il suo Paese: arrendersi", pur precisando di considerare la notizia della sua morte soltanto "una voce di corridoio".