New York, 16 dic. - (Adnkronos/Aki) - La guerra in corso in Siria ha ucciso piu' di 100mila persone, ma ha anche prodotto danni incalcolabili al patrimonio artistico e culturale del paese, ormai quasi del tutto fuori controllo e sottoposto ad attacchi e bombardamenti. L'Unesco ha lanciato un allarme sugli scavi archeologici illegali che si sono diffusi rapidamente in tutta la Siria dall'esplodere della rivolta contro il regime, nel 2011, e ha avvertito le case d'asta, i musei e i collezionisti sull'emergenza. "Oltre alla distruzione dei siti patrimonio dell'umanita', il pericolo piu' grande che vediamo nel paese e' rappresentato dagli scavi illegali", ha detto Irina Bokova, che dirige l'agenzia Onu con sede a Parigi, incontrando i giornalisti a New York. "Si tratta di un tema - ha aggiunto - che non suscita molta attenzione nella comunita' internazionale". Gia' lo scorso febbraio, Maamoun Abdulkarim, responsabile del dipartimento siriano per le antichita' e i musei, aveva denunciato un grande quantitativo di scavi illegali a Palmyra, la citta' della regina Zenobia, che sorge nel bel mezzo del deserto, e a Ebla, sito che risale all'eta' del bronzo. Per la Bokova, da allora il problema si e' aggravato, tanto da spingere l'Unesco ad affrontare la questione con l'inviato internazionale per la Siria, Lakhdar Brahimi, e con il numero uno della Lega Araba, Nabil el-Araby. "Abbiamo mostrato loro la mappa di questi siti illegali - ha spiegato - che ci preoccupano molto, perche' non abbiamo idea di cosa accada in quei posti e dei traffici illeciti che sono stati avviati". Per la Bokova il fenomeno coinvolge chiunque, sia uomini vicini al regime sia oppositori. "Chiunque puo' farlo", ha detto. (segue)