Mosca, 20 dic. - (Adnkronos) - Pochi mesi fa, in un articolo scritto per il Financial Times in occasione del decimo anniversario del suo arresto, Mikhail Khodorkovsky aveva teso la mano ai suoi persecutori proponendo l'esempio e la visione di Nelson Mandela. "Il suo genio -aveva scritto, lasciando forse cosi' il seme della grazia che il presidente Vladimir Putin gli ha concesso per decreto oggi- sta nel fatto che una volta uscito dal carcere ha aperto le porte ai suoi persecutori cosi' che potessero uscire con lui invece che chiuderle loro in faccia", aveva scritto. "La vendetta non puo' essere considerata come un obiettivo significativo e che valga la pena essere perseguito. Solo il raggiungimento di un consenso nazionale offrira' alla Russia una speranza di sopravvivenza. Ma tale consenso deve essere raggiunto attraverso il rispetto dei diritti di ogni persona e di ogni minoranza", aveva aggiunto, lasciando intendere la sua disponibilita' a stringere accordi con Vladimir Putin, pur sottolineando come "imperativo il riconoscimento dello stato di diritto e l'aspirazione alla giustizia sociale".