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Siria: scrittrice Samar Yazbek sollecita azione, il mondo non stia a guardare

domenica 15 settembre 2013

2' di lettura

Parigi, 15 set. (Adnkronos/Washington Post) - Una donna divisa, cosi' si descrive la scrittrice siriana in esilio in Francia Samar Yazbek, autrice di romanzi pubblicati anche in Italia ("Lo specchio del mio segreto" e "Il profumo della cannella") e vincitrice del Pen Prize nel 2012. "Queste due donne si scontrano sulla mia pelle, collidono a ogni svolta di questa vicenda. Ma c'e' una cosa su cui concordano: qualsiasi cosa possa portare alla fine del macello da parte di Assad e del suo regime e' beneficio. La domanda e' se il mondo vuole veramente fermare queste atrocita' o si accontenta di rimanere a guardare?", testimonia Yazbek che e' alawita ma ha preso parte da subito al movimento di protesta contro Assad nel marzo del 2011. In un articolo scritto per il Washington Post racconta come una parte di se, la scrittrice che vive all'estero fra politici e diplomatici, sia contraria a un intervento militare, "sostiene che nessun paese ha il diritto di interferire negli affari di un altro e si chiede se colpire obiettivi militari senza deporre il presidente Bashar Assad possa spostare le atrocita' che il regime ha imposto". "La rivoluzionaria -aggiunge- che si sposta fra i combattenti e gli attivisti civili, sta fra coloro che vivono sotto i bombardamenti del regime e che muoiono per mano della sua macchina militare. Sostiene che sovranita' non deve significare liberta' di uccidere la propria gente, costringerla a fuggire o forzare divergenze settarie. Denuncia che i soldati che ha sentito parlare farsi quando la citta' di Haish e' stata resa al suolo sono la prova che l'intervento internazionale c'e' gia' stato da tempo". Yazbek aggiunge di "aver intervistato decine di jihadisti che le hanno detto di essere stati liberati dal carcere all'improvviso all'inizio della rivoluzione", prova che e' il regime che fomenta l'estremismo.

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