Johannesburg, 2 mag. (Adnkronos/Dpa)- Un bracciante nero e' stato riconosciuto oggi colpevole dell'omicidio del leader dei suprematisti bianchi sudafricani, Eugene Terreblanche, in un processo che rischia di riaccendere tensioni razziali nel Paese. L'uomo, Chris Mahlangu, si era difeso dicendo di aver agito per difendersi da molestie sessuali. Secondo l'accusa, ha invece ucciso nel sonno Terreblanche, che era il suo datore di lavoro, per un dissidio sul suo salario. Assieme a Mahlangu, era imputato un'altro bracciante, minore all'epoca dei fatti, che e' stato condannato soltanto per violazione di domicilio. Fuori dal tribunale di Ventersdorp, la cittadina agricola dove e' avvenuto l'omicidio, il verdetto e' stato atteso da una folla di militanti del partito suprematista bianco, l'Afrikaaner Weerstandsbeweeging (AWB), che agitavano bandiere simili a quelle naziste. Dall'altra parte della strada, divisi da uno schieramento di polizia, erano in attesa gli esponenti della comunita' nera. Fin dal momento dell'omicidio, nell'aprile 2010, le autorita' si sono impegnate nel cercare di ridurre le tensioni. L'Awb ha visto declinare le sue fortune politiche con la fine dell'apartheid e oggi conta solo poche centinaia di militanti.