Boca Raton, 22 ott. - (Adnkronos/Washington Post) - Per settimane si e' pensato che all'ultimo dibattito presidenziale incentrato sulla politica estera tra un presidente che ha ordinato l'uccisione di Osama Bin Laden e un ex governatore senza esperienza internazionale, ed una serie di gaffe sulle spalle, non si sarebbe stata partita. Ma ora che la notte del dibattito e' arrivata la partita sembra quanto mai aperta. Aperta sicuramente per quanto riguarda i sondaggi, dopo che ieri e' stata indicata una situazione di parita' totale, entrambi al 47%, tra i due candidati, a conferma quindi del fatto che Barack Obama ha perso il consistente vantaggio su Mitt Romney con cui aveva iniziato all'inizio d'ottobre la stagione dei dibattiti. Un vantaggio che diventava addirittura di 15% se si guardava solo alla politica estera, un distacco che, secondo un rilevamento del Pew Research Center, si e' ridotto ad appena quattro punti. Ma anche per quanto riguarda i dossier internazionali piu' caldi, il presidente rischia questa sera di doversi addentrare su terreni scivolosi. Per quanto Romney allo scorso dibattito abbia incassato sulla Libia un brutto autogol, e' ovvio che questa sera tornera' alla carica sulla questione dell'attacco al consolato Usa di Bengasi in cui sono rimasti uccisi quattro diplomatici americani e le critiche alle mancanze della sicurezza e alla reazione da parte dell'amministrazione. (segue)