Yangon, 11 giu. (Adnkronos/Dpa) - Il governo di Myanmar ha dispiegato truppe dell'esercito a Sittwe, capitale dello stato birmano di Rakhine, e in altre citta' considerate punti caldi dopo i recenti scontri tra musulmani e buddisti, che venerdi' scorso hanno provocato 7 morti. Il presidente birmano, Thein Sein, ha proclamato ieri lo stato d'emergenza del Paese, provvedimento che ha definito necessario di fronte alle "attivita' anarchiche" registrate nello stato occidentale di Myanmar. Le Nazioni Unite hanno intanto annunciato la decisione di trasferire temporaneamente a Yangon il personale non essenziale della sede Onu di Rakhine. E proprio davanti ad una sede delle Nazioni Unite, quella di Bangkok, in Thailandia, un centinaio di membri della minoranza Rohingya, il gruppo etnico a maggioranza musulmana che vive nello Stato Rakhine, ha organizzato una dimostrazione di protesta per chiedere al segretario generale, Ban ki-Moon, di fermare il "genocidio" in atto. "Se non si interverra' nel giro di pochi giorni tutti i musulmani di Rakhine scompariranno dal mondo", si legge nella lettera del gruppo indirizzata a Ban. Gli scontri tra musulmani e buddisti a Myanmar vanno avanti ormai da diverse settimane. Le ultime violenze sono scoppiate dopo che, una settimana fa, una folla inferocita di 300 buddisti ha assalito un pullman carico di pellegrini musulmani, uccidendone 10. L'assalto voleva vendicare lo stupro e l'uccisione di una donna buddista di Rakhine, per i quali sono stati arrestati tre musulmani. Venerdi' erano state uccise 7 persone e date alle fiamme circa 500 abitazioni a Maung Taw. Sabato altre case sono state incendiate a Pipe Thwe, a nord di Sittwe, capoluogo della provincia 500 chilometri a nord ovest da Yangon.