Pechino, 14 giu. - (Adnkronos) - Una donna cinese e' stata costretta ad abortire al settimo mese di gravidanza. La vicenda, denunciata dal gruppo attivista americano "All Girls Allowed", e' accaduta a Feng Jiamei, una donna proveniente da Shaanxi, una provincia nel nord della Cina. Secondo gli attivisti citati dalla Bbc, la donna e' stata prelevata a forza dalla sua casa e condotta in ospedale dalle autorita' cinesi. Una volta ricoverata, Feng e' stata costretta ad abortire perche' non poteva pagare la tassa sul secondo figlio imposta dalle autorita' di Pechino per la politica governativa sul controllo delle nascite. Alcuni funzionari locali citati dai media del posto hanno negato l'accaduto anche se, secondo i media locali, le autorita' di Pechino stanno indagando sulla vicenda. La pratica cinese delle interruzioni forzate delle gravidanze e' da sempre oggetto di forti critiche da parte degli attivisti per i diritti umani. Tra di loro, anche Chen Guangchen, il dissidente cinese fuggito dagli arresti domiciliari che, dopo un mese di trattative ha ottenuto un visto di studi per gli Stati Uniti.