Colombus, 18 set. (Adnkronos) - Un condannato a morte rinchiuso ad un braccio della morte dell'Ohio ha chiesto la sospensione della sua prossima esecuzione perche' obeso. Secondo quanto si legge oggi sull'Huffington Post, gli avvocati di Ronald Post, condannato a morte per aver ucciso una cameriera di un albergo quasi 30 anni fa, hanno detto che il peso eccessivo del loro assistito, circa 217 chili, costituisce "un rischio sostanziale che ogni tentativo di ucciderlo con un'iniezione letale porti ad una grave sofferenza fisica e psicologica per il condannato, con un'esecuzione lunga e difficile". Cosi' gli avvocati hanno scritto nella richiesta di sospensione dell'esecuzione, fissata per il prossimo 16 gennaio, di Post. Non e' la prima volta che il peso eccessivo di un condannato a morte viene presentato dagli avvocati difensori come argomento per chiedere una sospensione della pena. Nel 2008 una corte federale, sempre in Ohio, non aveva accolto il ricorso presentato da Richard Cooey, che pesava 121 chili, sostenendo che il suo peso eccessivo, provocato dal cibo troppo calorico servito nel carcere e dalla scarsa possibilita' di fare esercizio fisico, avrebbe costitituito un problema al momento in cui si sarebbe dovuta cercare la vena in cui inserire l'ago cannula collegato al cocktail letale di farmaci.