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Spacciò droga, Cina giustizia

un cittadino britannico
di Albina Perri mercoledì 30 dicembre 2009

2' di lettura

La Cina ha deciso: un cittadino britannico è stato giustiziato stanotte.  L'uomo, Akmal Shaikh, è stato condannato a morte per spaccio di droga, nonostante l'intervento delpremier britannico Gordon Brown, "scandalizzato" dalfatto che tutte le richieste di clemenza del suo governo, basate sull'infermità mentale di Shaikh, siano state "ignorate" da Pechino. Akmal Shaikh aveva 53 anni, era stato arrestato nel 2007, dopoessere stato trovato in possesso di una valigia con quattro chili dieroina all'aeroporto di Urumqi, nel nordovest della Cina. I familiariaffermano che l'uomo era affetto da tempo da una malattia mentalechiamata disordine bipolare. Questo ne avrebbe fatto una facile predaper un gruppo di trafficanti che gli avrebbe consegnato la valigiasenza che Shaikh ne conoscesse il contenuto. Era dal 1951 che un cittadino europeo non veniba condannato alla pena capitalein Cina dal 1951: quell'anno venne infatti fucilato l' italiano Antonio Riva,condannato per un inesistente "complotto" per uccidere l'allora leadercinese Mao. La Corte Suprema cinese ha confermato lacondanna di Shaikh sostenendo che i diritti dell' imputato sono stati"pienamente rispettati" durante il processo. Il comunicato, diffusodall' agenzia Nuova Cina, non chiarisce la ragione del nuovopronunciamento della Corte, che già un mese fa aveva confermato lasentenza di morte. Londra ha rivolto 27 richieste diclemenza alla Cina, l'ultima ieri. Dura ora la reazione delministro degli Esteri britannico David Miliband, che ha ricordato comela Gran Bretagna sia "totalmente contraria al ricorso alla pena dimorte in ogni circostanza". La Cina è il Paese che commina ed esegue il maggior numero di condannea morte del mondo. La pena capitale è prevista per 68 reati.

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