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C'è accordo tra Europa e Russia

200 osservatori in Georgia
di Eloisa Palomba venerdì 12 settembre 2008

2' di lettura

Duecento osservatori saranno inviati a Tbilisi entro il ottobre ed entro dieci giorni da quella data verrà completato il ritiro delle truppe russe, eccetto che dalle zone dell’Ossezia del Sud e dell’Abkhazia. E’ il risultato dell’accordo trovato oggi a Mosca tra il capo di Stato russo Dmitri Medvedev e quello francese Nicolas Sarkozy, accompagnato nella capitale russa dall’Alto rappresentante europeo per le politiche estere, Javier Solana, e il presidente della commissione José Manuel Barroso. Il vertice si è tenuto nella cornice del castello di Meiendorf. Secondo i media russi, la presenza di Solana e Barroso accanto a Sarkozy conferisce un’impronta ufficiale alla missione e accontenta le richieste di Washington. Dal 1° ottobre, quindi, duecento osservatori saranno operativi nella zona del Caucaso ed entro un mese verrà completato il ritiro delle forze militari di Mosca, confermato anche da Medvedev. La missione è finalizzata alla messa in opera del piano di pace in sei punti già firmato il 13 agosto scorso da Mosca e Tbilisi e tuttora non rispettato effettivamente a causa del disaccordo tra i governi russo e georgiano sull'ultimo punto, riguardante il riconoscimento dell'autodeterminazione delle due regioni indipendentiste dell'Ossezia del sud ed Abkhazia. Nelle ore precedenti la Russia aveva fatto intendere che era contraria al dispiegamento di una missione di osservatori europei, avanzando l’ipotesi che la presenza degli inviati avrebbe provocato una “frammentazione” dello sforzo di monitoraggio già condotto dalle Nazioni Unite e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). “Quanto all’idea di un dispiegamento in Georgia d’una missione autonoma dell’Unione europea nel quadro della Politica europea di sicurezza e difesa, proposta nella riunione dei ministri degli Esteri europei, noi riteniamo che condurrebbe a una frammentazione superflua”, aveva detto il portavoce del ministero degli Esteri, Andrei Nesterenkoha. Nel pomeriggio è giunta la svolta. Nervi tesi - Rimangono però alcuni nodi da dover sciogliere. Primi fra tutti quelli legati all’indipendenza di Abkhazia ed Ossezia del Sud. Sarkozy lo ha confermato durante la conferenza stampa al termine della riunione. D’altra parte, pochi istanti prima, lo stesso presidente russo Medeved aveva definito “irreversibile” e “definitiva” la decisione di Mosca di riconoscere le due regioni georgiane. Dell’argomento si tornerà comunque a parlare a partire dal prossimo 15 ottobre, in occasione della conferenza internazionale che avrà luogo a Ginevra.

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