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L'Ossezia del Sud: anche noi

nella Grande madre Russia
di Albina Perri venerdì 12 settembre 2008

2' di lettura

L’Ossezia del Sud non chiede di essere indipendente dalla Georgia, ma di entrare a fare parte della “Grande madre Russia”. Lo scorso 26 agosto i suoi abitanti erano stati chiamati a rispondere al referendum che ne chiedeva l’indipendenza, riscuotendo un plebiscito. Oggi il presidente sudosseto, Eduard Kokoity, ha dichiarato che “non vogliamo creare un’Ossezia indipendente, perché così vuole la storia”. Vale a dire: l’Ossezia del Sud vuole unirsi alla repubblica autonoma russa dell’Ossezia del Nord ed entrare assieme nelle Federazione governata da Mosca. Kokoity lo ha precisato durante un incontro di politica estera organizzato dal Cremlino a Soci, sul Mar Nero, località che ospiterà le Olimpiadi invernali del 2014. Diversamente, l'Abkhazia sembra che voglia restare indipendente, ma la Russia sarà il “garante tramite un patto militare che sarà firmato molto presto, subito dopo un grande accordo di collaborazione simile a quello tra Usa e Taiwan”. A dichiararlo sempre da Soci è il presidente abkhazo Sergei Bagapsh: “Avremo forze militari dislocate in numero sufficiente per essere sicuri che non ci saranno nuove aggressioni, genocidi, azioni di forza”. Nel frattempo i nervi tornano a farsi tesi anche con l’Ucraina. La Russia ha denunciato l'atteggiamento del Paese nel recente conflitto in Georgia definendo “ostile” la politica perseguita da Kiev nei confronti di Mosca. “Da parte ucraina non si sono sentite parole di pietà o compassione per la morte dei civili a Tskhinvali o dei nostri soldati in missione di pace. Al contrario il presidente ucraino ha cercato di incolpare la Russia della carneficina”, fanno sapere dal Cremlino che accusa Kiev di aver fornito armi alla Georgia. Lo scorso 27 agosto il ministro degli Esteri francese, Bernard Kouchner, e Olli Rehn, commissario per l'Allargamento dell'Ue, aveva affermto che dopo Sud Ossezia e Abkhazia, Mosca potrebbe avere “altri obiettivi come Crimea, Ucraina e Moldavia”.

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