Ex presidente

Nicola Sarkozy in tv: "Scimmie e negri, si può dire ancora?". Sconcerto in diretta: "Questo è razzismo"

Mauro Zanon

Per pubblicizzare il suo ultimo libro, Le temps des tempêtes, l'ex presidente francese Nicolas Sarkozy ha accettato giovedì sera anche l'invito di Quotidien, trasmissione molto seguita dalla Parigi radical-chic, in onda sul canale Tmc. Alle domande dell'intervistatore, il giornalista Yann Barthès, Sarkozy ha risposto inizialmente con il suo solito atteggiamento da piacione, suscitando anche alcuni sorrisi tra gli opinionisti progressisti presenti in studio. Ma ad un tratto, la situazione è precipitata: Sarkò, tra una battuta l'altra, ha associato infatti il termine «singes», scimmie, e «nègres», negri, come se niente fosse. Prima ha criticato «le élite, che si turano il naso, che sono come le scimmie e non ascoltano nessuno», poi si è interrotto e, convinto di risultare simpatico, ha pronunciato queste parole: «Non lo so più: abbiamo ancora il diritto di dire "scimmie"? Perché non abbiamo più il diritto di dire... Come si dice? 'I dieci piccoli soldati' ora? Si dice così. Già la società progredisce!».

 

 

 

A nessuno è sfuggito il riferimento al celebre romanzo di Agatha Christie Dix petits nègres, che è appena stato ripubblicato e ribattezzato in francese "Ils étaient dix", con la parola "nègre" sostituita nel libro dalla parola "soldat" per volere del nipote della giallista britannica, James Prichard. E a nessuno è andata giù l'associazione maldestra avanzata dall'ex inquilino dell'Eliseo. «E così un ex presidente della Repubblica francese associa spontaneamente le scimmie ai "negri"il razzismo senza mascherina», ha denunciato il segretario nazionale del Partito socialista, Olivier Faure. Anche Ségolène Royal, ex candidata alle presidenziali del 2007, che perse proprio contro Sarkozy, ha manifestato la sua indignazione: «Ahimè, è sulla falsariga del suo deplorevole discorso di Dakar del 2007, durante il quale aveva affermato che "l'uomo africano non è entrato abbastanza nella Storia"». Audrey Pulvar, assessora di origini martinichesi del comune di Parigi, ha twittato: «Oggi non si può più dire niente ma si può mettere il segno uguale tra "negro" e scimmia, in un abissale silenzio, senza essere contraddetti. È un razzismo puro e profondo, disinvolto, naturale. In tranquillità». Accuse pesanti sono arrivate anche dal leader degli ecologisti Yannick Jadot, che ha parlato di "naufragio razzista" dell'ex capo dello Stato francese. L'unica persona che ha provato a difenderlo è stata Rachida Dati, la sua fedelissima ministra della Giustizia. Ma è stata l'unica, appunto.