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Russia, la rivolta dei diplomatici contro Vladimir Putin: "Condanna inequivocabile", la lettera e l'ombra di Lavrov

No, non tutta la Russia sta con Vladimir Putin e la sua folle e sanguinaria invasione dell'Ucraina. C'è chi, con enorme coraggio, dissente. E quanto accaduto all'Istituto Statale di Relazione Internazionali di Mosca, il Mgimo, ha dell'incredibile. Il punto è che è stata redatta una "lettera aperta al Presidente della Federazione Russa", sottoscritta da studenti, ex studenti e insegnanti. Lettera di sdegno e condanna durissima, in cui si legge: "Condanniamo inequivocabilmente le azioni militari della Federazione Russa sul territorio dell'Ucraina".

 

 

E ancora, nella missiva vengono rivendicati valori come la cooperazione internazionale, la collaborazione culturale, la sicurezza attraverso il dialogo, "l'importanza di un sistema globale di trattati per la limitazione degli armamenti nucleari". Poi il giudizio, nettissimo: l'intervento militare della Russia in Ucraina "ha reso impossibile la realizzazione dei valori che noi abbiamo metabolizzato". E ancora: "Non abbiamo paura di dire apertamente quello che pensiamo anche se diverge dall'attuale posizione del Ministero degli Affari Esteri e del Governo Russo", conclude la missiva.

 

 

Fin troppo semplice immaginare cosa rischino ora i circa 300 firmatari della lettera. Una missiva che rifletta la crisi di coscienza che sta vivendo parte della Russia. E, dettaglio di non poco conto, al Mgimo si è formato anche Sergej Lavrov, l'attuale ministro degli Esteri russo, il quale in questi ultimi giorni è apparso più volte teso, in difficoltà, quasi non condividere le sanguinarie mosse dello zar, di Vladimir Putin. Certo, la firma di Lavrov in calce a quella lettera non c'è. Non può esserci. Ma il segno è chiaro. Il cerchio si stringe, parte delle élite si affranca da Putin. Qualcosa, insomma, si muove.