Comunisti all'angolo

Vladimir Putin come Kim Jong-un, la nuova Russia una Corea del Nord alle porte dell'Europa: quali rischi corriamo

Le sanzioni occidentali contro Mosca faranno diventare la Russia come la Corea del Nord. Alla domanda che molti si pongono in questi giorni drammatici prova a rispondere il Foglio, con un interrogativo altrettanto inquietante: dipende dalla Cina, cosa farà Pechino? Isolamento geografico e politico, fuga di media e brand internazionali, sistema economico-finanziario prossimo al collasso: il Cremlino assomiglia sempre di più al palazzo del potere di Pyongyang, con "l'autocrate" Vladimir Putin in preda alle paranoie e ai complottismi che già caratterizzano la figura fin qui più farsesca che tragica del dittatore nordcoreano Kim Jong-un, l'ultimo comunista del pianeta. Ma, certo, avere una Corea del Nord, che però è la Russia, alle porte dell'Europa, sarebbe una minaccia ben più temibile rispetto a quella rappresentata da Pyongyang.

 

 

 

 

Secondo Alistair Morgan, ex ambasciatore britannico a Pyongyang e membro del panel di esperti del Consiglio di sicurezza della Nazioni unite, per ora c'è una differenza tra le due situazioni: "Le sanzioni contro Pyongyang sono quasi complete - spiega al Foglio -, quelle contro la Russia non sono ancora così estese nella loro portata e in quanto sanzioni autonome o unilaterali non esiste lo stesso obbligo legale internazionale per gli altri stati membri di attuarle". Ma l'effetto potrebbe essere comunque più pesante per Mosca, perché "il commercio effettivo della Corea con l’occidente era già molto limitato". Kim è riuscito a restare in sella grazie al sostegno economico della Cina, lo stesso che Pechino sarebbe disposto a garantire a Putin. "Non a caso si parlava di un ingresso delle banche russe nel gigantesco sistema UnionPay, l’unico autorizzato dal governo cinese a emettere carte di credito – meno ricco di Visa e Mastercard, ma più esteso, anche grazie all’influenza politica di Pechino a livello internazionale.

 

 

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"E’ probabile - prevede Morgan - che Mosca e Pechino cercheranno di rafforzare le loro relazioni commerciali e che la Russia trovi anche altri partner commerciali oltre alla Cina”, per esempio l’India e i paesi sudamericani. Sui rapporti commerciali Mosca-Pechino pesa però una incognita: "Le conseguenze secondarie in particolare delle sanzioni statunitensi, e ancor più delle sanzioni finanziarie, potrebbero inibire alcune transazioni della Cina con la Russia", perché il Dragone non ha per ora alcuna intenzione a interrompere i proficui rapporti con l'Occidente.