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Volodymyr Zelensky, la drammatica verità di Giuliano Ferrara: "La resistenza impossibile del comico da avanspettacolo"

"E’ un Lenny Bruce della rivolta contro la prepotenza", così Giuliano Ferrara ha definito il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, da settimane impegnato a difendere se stesso e il suo popolo dall'attacco russo. Il leader, secondo il giornalista, "usa le parole giuste per la sua ribellione al Golia che schiaccia il suo paese e il suo popolo, interpreta una cosa profonda che solo gli stolti e i propagandisti possono attribuire (l’unità nazionale ucraina e resistente, dico, di fronte all’aggressione) ai postumi di un colpo di stato del 2014, roba da matti fatti e finiti".

 

 

 

Ferrara loda il modo in cui un personaggio come Zelensky, che prima di diventare presidente faceva tutt'altro, sta affrontando la guerra in corso: "La sua resistenza impossibile, e imprevedibile per un comico d’avanspettacolo fattosi profeta dell’identità adamantina di una comunità di destino, è divenuta a sorpresa perfettamente europea, disposta al sacrificio e al negoziato anche il più spinto".

 

 

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La resistenza a tutti i costi del presidente ucraino, però, gli starebbe portando anche un po' di impopolarità, soprattutto tra chi pensa che proprio i suoi comportamenti siano il motivo delle difficoltà economiche in Occidente "sotto il rimbalzo delle sanzioni", dell'aumento del prezzo della benzina e di tanto altro ancora. "Ma si deve capire che Zelensky è un Churchill vero, redivivo, non solo uno che promette lacrime, sangue e vittoria", ha puntualizzato Ferrara. Che poi ha chiosato: "Zelensky, così diverso dal guerrigliero eroico, così eroicamente antirisorgimentale, lui che guida ebraicamente il popolo dei "Va' pensiero", ebrei alla ricerca di una promessa".