Jamila al-Shanti potrebbe essere morta. Il condizionale è d’obbligo, ma Israele è convinto di averla uccisa nel corso di un raid nella Striscia di Gaza: si tratta della vedova di Abel Aziz al-Rantisi, co-fondatore di Hamas, ma soprattutto della prima donna capace di arrivare ai vertici del gruppo responsabile dell’attacco del 7 ottobre a Israele. Non sono stati forniti molti dettagli, a partire dal luogo in cui sarebbe avvenuto il raid, ma si tratta di un colpo importante: Jamila al-Shanti rappresentava molto per Hamas.
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Aveva fondato il movimento femminile all’interno dell’organizzazione ed è morta proprio come suo marito al-Rantisi, che fu ucciso nell’aprile 2004 in un raid israeliano durante la Seconda Intifada. Nella scorsa notte l’esercito israeliano ha anche condotto diverse operazioni in Cisgiordania, arrestando oltre 80 persone sospettate di essere coinvolte in attività terroristiche, comprese 63 appartenenti ad Hamas. Dallo scorso 7 ottobre l’esercito si è dato un gran da fare, arrestando oltre 500 sospettati in Cisgiordania, demolendo case dei terroristi e confiscando armi. A proposito dei miliziani di Hamas, le forze armate israeliane hanno fatto sapere di aver trovato la droga Captagon sui loro corpi.
Oltre a Jamila al-Shanti, ecco l'elenco provvisorio dei bersagli illustri abbattuti da Israele:
Capo intelligence a Khan Younis.
Ali Qadi, alto dirigente unità speciale Nukhba.
Ayman Nofal, comandante del settore centrale.
Morad Abu Morad, capo unità deltaplani.
Fratello di Sinwar.
Awad al Sultan, dirigente Fronte popolare.
Muawad Abdallah, responsabile unità antitank a Gaza City.
Akram Hijazi, forza navale di Hamas.
Muataz Eid, responsabile distretto sud.
Bilal al Kedra, coordinatore di attacchi in due kibbutz.
Comandante brigate al Husseini.
Jihad Muheisen, comandante sicurezza nazionale