Se si votasse adesso nella Striscia di Gaza, Hamas otterrebbe una percentuale di voti molto bassa. In caso di elezione presidenziale, infatti, solo il 24% dei palestinesi voterebbe Ismail Haniyeh, leader politico del gruppo terroristico . Lo rivela un sondaggio condotto tra il 28 settembre e l’8 ottobre e pubblicato dalla rivista americana Foreign Affairs, come riporta il Corriere della Sera. La rilevazione, condotta sul campo da un istituto di ricerca palestinese "Arab Barometer", svela che nella Striscia il 44% non ha alcuna fiducia in Hamas, il 23% ne ha molto poca, e soltanto il 29% la sostiene più o meno fermamente.
Se si tenessero le presidenziali - le ultime nonché uniche elezioni risalgono al 2006 - il più popolare sarebbe Marwan Barghouti, il presidente del comitato centrale del Fatah, cioè il vecchio Olp, da decenni nelle carceri israeliane, con il 32%. A seguire ci sarebbe il presidente dell’Autorità Palestinese in Cisgiordania Mahmoud Abbas con il 12%. Il malcontento nei confronti di Hamas deriverebbe sia dalle condizioni di povertà in cui versa gran parte della popolazione sia dalla corruzione tra i capi del gruppo terroristico. Sui rapporti con Israele, invece, il 73% vorrebbe una soluzione pacifica, mentre solo il 20% sarebbe d’accordo con la guerra.
A conferma di tutto questo una testimonianza raccolta dal Corsera e proveniente direttamente dalla Striscia: "Ci sarà tanta povera gente qui a Gaza che appena l’emergenza della guerra sarà finita chiederà ai capi di Hamas di rendere conto delle loro scelte. A cosa è servito il blitz del 7 ottobre contro gli israeliani se adesso dobbiamo pagare un prezzo tanto tragico e comunque noi tutti stiamo già molto peggio di prima?", ha raccontato un cittadino palestinese, Khan Younis, all'inviato del Corriere nella tarda notte di giovedì.