Governare il Paese con il pugno di ferro non è una vocazione, ma un obbligo. Parola di Alexander Lukashenko, presidente bielorusso dal 1994, che ieri ha dichiarato: «Non vorrei governare in modo autoritario e dittatoriale. Ma per ora non posso farlo in nessun altro modo».
Lukashenko non si è fatto scrupoli a usare la forza durante la crisi politica che il Paese ha attraversato dopo le elezioni presidenziali dell’agosto 2020. Rieletto lo scorso gennaio per altri cinque anni, Lukashenko ha ceduto il passaggio sul suo territorio all’esercito russo per invadere l’Ucraina nel 2022, motivo per cui Kiev lo considera complice dell’intervento militare russo.