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Diritto di golpe: perché è legittimo far cadere i dittatori

di Mario Sechi lunedì 5 gennaio 2026

2' di lettura

Il golpe americano contro il diritto internazionale. Questa è la nuova favola dei progressisti contro l’intervento degli Stati Uniti in Venezuela. Non si rendono conto del sottosopra che alimentano: usano un argomento retorico contro Donald Trump e automaticamente finiscono per fare gli utili idioti del fronte dei dittatori guidato da Vladimir Putin e Xi Jinping. Maduro è un delinquente internazionale che ha truccato le elezioni, affamato il popolo e incarcerato gli oppositori, la sua cattura è una buona notizia, il “regime change” in Venezuela è quanto di meglio possa capitare in Sudamerica. I fini pensatori che in queste ore ci spiegano a tavolino il sistema delle relazioni internaziona-li, dimenticano come funziona il mondo. Siamo entrati in una fase nuova e antica: benvenuti nei primi decenni del Novecento, proiettati in una realtà aumentata dal boom tecnologico.

È tornata la competizione tra le grandi potenze, la storia non è finita, ha ripreso a galoppare verso una nuova Guerra Fredda tra gli Stati Uniti e la Cina, con la Russia nella parte del soldato di ventura di Pechino. È una sfida tra potenze nucleari, dettaglio che i parrucconi da talk show dimenticano, quello che conta è sempre messo a margine del dibattito. La sicurezza e l’energia sono il motore di questo ridisegno dei rapporti di forza. Trump ieri in un’intervista a The Atlantic ha ribadito l’interesse strategico per la Groenlandia e non c’è niente di cui stupirsi, gli Stati Uniti hanno un problema di contenimento della Cina e della Russia nell’Artico. Chi difende le coste del Nord America? La Danimarca? Le cancellerie europee prendono sottogamba le preoccupazioni del Pentagono sulle manovre sino-russe in quella parte del mondo.

E sbagliano, tra i ghiacci si nascondono mille insidie. Il “diritto di golpe” non è l’invasione russa di una nazione nel cuore dell’Europa, ma la liberazione da un satrapo che ha sfasciato il Venezuela alleandosi con i nemici della democrazia. Gli onusiani che difendono Maduro sono una tragedia: il Venezuela è uno Stato fallito e sotto sanzioni che vende gran parte del suo petrolio alla Cina e ha il sostegno di Russia, Iran e Cuba. La Casa Bianca ha deciso di polverizzare questa presenza radioattiva nell’emisfero occidentale, lo fa con il ritorno alla dottrina Monroe per difendere il suo spazio vitale nelle Americhe, non vuole correre il rischio di un’altra crisi dei missili di Cuba, quando nel 1962 Krusciov mise Kennedy di fronte alle testate nucleari sovietiche, a pochi chilometri dalla costa della Florida. Non è un percorso netto, siamo all’inizio di una partita complessa e pericolosa, il messaggio a Putin e Xi Jinping è che l’America non resta a guardare le loro scorribande, dall’Ucraina a Taiwan. Siamo in pieno Novecento, la pace non è un pasto gratis.

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