"Quando penso che nel cantone Vallese la responsabilità delle ispezioni antincendio nei locali pubblici è dei Comuni, mi preoccupo un po’. Mi chiedo come può un piccolo Comune di montagna come Crans-Montana avere strumenti e personale per controlli così specifici. In questa tragedia si apre anche un altro problema". Lo dice in una intervista al Corriere della Sera Paolo Bernasconi, 82 anni, pubblico ministero a Lugano (Svizzera) dal 1968 al 1995. Ora insegna Diritto penale dell’economia in diverse università elvetiche.
"Per poter operare, un esercizio pubblico deve ottenere una autorizzazione dal Comune dopo la verifica del locale e degli impianti di sicurezza, poi ci sono controlli periodici per verificare se i requisiti sono ancora rispettati. Con quale serietà sono state fatte le ispezioni se in un sotterraneo privo di finestre sono state messe cento persone? Il paese è piccolo, tutti si conoscono, non vorrei che qualcuno abbia chiuso un occhio", afferma. "In questa vicenda la giustizia mi pare si stia muovendo troppo lentamente. È vero che sono reati colposi, ma di fronte a un disastro di proporzioni colossali e a omissioni evidenti, avrei preso provvedimenti straordinari, come l’arresto in carcere o i domiciliari", sottolinea, spiegando che "c'è un rischio di fuga, perché si tratta di due cittadini francesi che teoricamente potrebbero lasciare la Svizzera, e c’è un rischio di inquinamento probatorio in una cittadina piccola".