"C'è un clan che protegge i coniugi Moretti". A scriverlo è la Stampa, che riguardo alla strage di Capodanno a Crans Montana in cui sono morti 40 giovani e giovanissimi nel locale Le Constellation punta il dito non solo contro i gestori Jacques Moretti e Jessica Moretti-Maric, ma pure contro gli ambienti svizzeri.
Dopo il rogo di San Silvestro, hanno destato scandalo le aggressioni ai giornalisti italiani di Uno Mattina News, Storie italiane e Ore 14, tutti programmi Rai, letteralmente presi a "insulti, minacce, spintoni e getti di acqua gelida". Si parla dei "guardiani" dei Moretti che hanno accolto in malo modo gli inviati arrivati a Lens, in Francia, fuori dal ristorante Le Vieux Chalet, uno dei tre locali di proprietà dei coniugi corsi attivi anche nella rinomata località alpina del Cantone Vallese.
"Da un'auto, da cui proveniva musica rap ad altissimo volume, sono scese tre persone che hanno iniziato a intimidirci e a insultarci - ha raccontato Domenico Marocchi di Uno Mattina News -. Stavamo per andare via quando sono arrivate altre sette persone. Hanno circondato la nostra auto e hanno iniziato a urlare, colpendo la carrozzeria".
Non si tratta però "solo" di una aggressione anti-italiani. "Già nei giorni scorsi un cronista del quotidiano svizzero Blick era stato allontanato in malo modo quando aveva provato a fare delle riprese vicino al ristorante dei coniugi", scrive sempre La Stampa.
I Moretti sono al momento ancora a piede libero, indagati con le accuse di omicidio colposo, lesioni colpose e incendio colposo. Anche Francesca Crimi di Ore 14, il programma di Rai 2 condotto da Milo Infante, è stata allontanata da un uomo a colpi di acqua gelida spruzzata da una pompa.
Dal canto loro, i due gestori si sono definiti "devastati e sopraffatti dal dolore, con il pensiero costantemente rivolto alle vittime, ai loro familiari colpiti da un lutto così brutale e prematuro, così come a tutti coloro che stanno combattendo per la vita". Rischiano una condanna fino a 4 anni di carcere ma giurano di avere "piena fiducia negli inquirenti per fare completa luce sui fatti e dissipare ogni interrogativo".
"Non cercheremo in alcun modo di sottrarci alle nostre responsabilità", aggiungono i Moretti. Ma intanto non solo i parenti delle vittime ma anche avvocati ed esperti di diritto criticano ferocemente la gestione dell'inchiesta da parte delle autorità giudiziarie svizzere.