Un incontro avvenuto in gran segreto lo scorso ottobre, ben prima del raid a Caracas e della successiva cattura dell'ormai ex presidente Nicolas Maduro, avrebbe portato alla decisione americana di puntare su Delcy Rodriguez, l'ex vice del leader venezuelano, come presidente ad interim del Paese. Dietro a questa scelta, che ha messo ai margini Maria Corina Machado, leader dell'opposizione nonché premio Nobel per la pace 2025, ci sono tre ragioni ben precise: Trump resta la vera guida del Venezuela; il possibile coinvolgimento militare Usa, cioè l’ipotesi di nuovi blitz se la nuova leadership non rispetterà le volontà del tycoon; e infine le mani sulle leve dell’economia locale, ovvero il petrolio.
L'incontro è avvenuto a Doha tra gli emissari dell’amministrazione Trump e la stessa Delcy Rodríguez. In quell’occasione la numero due di Caracas, stando a una ricostruzione de La Stampa basata su fonti locali, avrebbe proposto agli statunitensi un "madurismo senza Maduro", una sorta di "regime in versione light". Cosa che avrebbe consentito una transizione di potere più semplice, mantenendo il Paese in una condizione di stabilità, con la possibilità di nuove elezioni presidenziali in futuro.
Insieme a Rodriguez, l'intelligence avrebbe valutato anche altri due nomi: quelli di Diosdado Cabello e Vladimiro Padrino, rispettivamente ministro dell'Interno e ministro della Difesa, dunque quelli che muovevano polizia ed esercito, due elementi fondamentali all'interno del sistema di potere di Maduro.