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Il mondo si risveglia dalla favola incantatrice della pace nel mondo

Il mondo si sta risvegliano dalla favola incantatrice della Pace Mondiale. È la seconda volta che ciò accade nel corso di un secolo
di Giulio Sapelli giovedì 8 gennaio 2026

2' di lettura

Il mondo si sta risvegliano dalla favola incantatrice della Pace Mondiale. È la seconda volta che ciò accade nel corso di un secolo. Nel 1928 il Patto Briand-Kellog - sulla scia dell’utopia wilsoniana che stringeva la mano a quell’umiliazione della Germania a Versailles che porrà le basi per l’ascesa del nazismo - faceva sprofondare il mondo nell’illusione che la Pace Perpetua fosse possibile. Fu l’assalto giapponese a Pearl Harbor, senza dichiarazione di guerra, che fece cadere quest’illusione definitivamente e costrinse gli Stati Uniti a partecipare alla Seconda guerra mondiale e a fondare l’equilibrio di potenza che durò sino al crollo dell’Unione Sovietica.

Questo scenario ha oggi lasciato il posto a una nuova fase della Storia mondiale, che mai prima d’ora è apparsa con così grande evidenza e rapidità. È una fase che in verità inizia già con le Primavere Arabe e la destituzione del presidente Hosni Mubarak in Egitto per mano di un Nobel per la pace come Barack Obama. Quel tornante non possedeva una ideologia di potenza, ma di trionfo della democrazia che cancellava la realtà: un dittatore si deponeva come Mubarak, oppure come con la Presidenza Bush con guerre interminabili con l’assenso dell’Onu.

Oggi invece chi fa la guerra la dispiega sotto i nostri occhi con un realismo brutale che è proprio del potere neo straussiano raccolto attorno a Trump. Il presidente americano non è solo: ideologicamente, sotto i panni del clown, nasconde l’armatura di una filosofia del combattimento che sfida le ideologie oggi prevalenti della fine della violenza come levatrice della storia e della pace: la pace che solo dall’annichilimento del male può conseguire. Ma allo spettacolo del clown, ricordiamolo, si accompagnano i seguaci di Leo Straus, che fu un filosofo che da Parigi a Chicago nei tempi tormentati delle persecuzioni antisemite formò una coorte di allievi destinati a influenzare la politica estera e nazionale degli Stati Uniti sino ai tempi nostri, come documentano emblematicamente i testi dell’imprenditore e filosofo Peter Thiel, ideologo fondamentale del mondo di Trump, non solo in America. Questa è la ragione profonda di questo momento storico: l’emersione del principio di realtà. È il ritorno della storia: terribile, certo, ma comprendendola- solo comprendendola - si possono porre le condizioni della pace (che non è mai stata e mai sarà perpetua).

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