"Il missile Oreshnik è stato usato di nuovo, questa volta contro la regione di Leopoli. Ancora una volta, deliberatamente vicino ai confini dell'Unione Europea. In termini di utilizzo di missili balistici a medio raggio, questo pone la stessa sfida per tutte: Varsavia, Bucarest, Budapest e anche per molte altre capitali". Sono le parole del presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale, che vede al centro l'ultimo pesantissimo attacco russo sull'Ucraina. "Tutti devono vedere la cosa allo stesso modo e con la stessa serietà: se i russi non si prendono nemmeno la briga di trovare una scusa plausibile per usare tali armi, allora nessun legame personale e nessuna retorica proteggeranno nessuno da questo", ha spiegato. "Ciò che serve è un sistema di azione congiunta, un sistema di difesa collettiva, che funzioni davvero", ha aggiunto.
Era stato il ministro degli Esteri di Mosca Serghei Lavrov, il 29 dicembre scorso, a preannunciare una "rappresaglia" per un tentativo di attacco con droni, smentito da Kiev, a una residenza del presidente Vladimir Putin a Valdai. Una rappresaglia che, nella notte tra giovedì e venerdì si è materializzata con il lancio di almeno un missile balistico ipersonico Oreshnik sull'ovest dell'Ucraina, ai confini del territorio Nato. Un'azione che ha quindi l'aria di volere mandare un messaggio simbolico agli alleati occidentali di Zelensky.
Nelle stesse ore a Kiev, dove, secondo i servizi d'emergenza, quattro persone sono morte e 26 sono rimaste ferite in raid russi che hanno preso di mira in particolare infrastrutture critiche, lasciando senza energia elettrica e riscaldamento la metà dei condomini della capitale, nel pieno di un'ondata di freddo che ha fatto scendere le temperature di diversi gradi sotto lo zero. Il sindaco Vitaliy Klitschko è arrivato a invitare i residenti che hanno la possibilità di farlo a "lasciare temporaneamente la città per recarsi in luoghi dove sono disponibili fonti alternative di energia elettrica e riscaldamento".
Il Qatar ha denunciato che anche la sua ambasciata "ha subito danni" e ha espresso "profondo rammarico" per gli attacchi. Alcune ore dopo l'Ucraina ha accusato la Russia di avere colpito due cargo al largo della sua costa meridionale nel Mar Nero, uccidendo un membro dell'equipaggio siriano a bordo di una delle navi. Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato che "l'attacco massiccio" contro quelli che ha definito "obiettivi critici" in territorio ucraino è stato compiuto "in risposta all'attacco terroristico del regime di Kiev contro la residenza del presidente della Federazione Russa nella regione di Novgorod", che secondo Mosca sarebbe avvenuto tra il 28 e il 29 dicembre. Ma che Kiev ha sempre smentito e che è stato messo in dubbio dalla Cia. I vertici militari hanno aggiunto che nei raid è stato impiegato l'Oreshnik ("nocciolo"), il missile balistico capace di viaggiare fino a 3 chilometri al secondo, testato per la prima volta nel novembre del 2024 nel bombardamento di una fabbrica militare a Dnipro, nell'Ucraina centro-orientale. Mosca ha affermato che nei raid della notte passata "sono stati colpiti gli impianti di produzione di droni utilizzati durante l'attacco terroristico" alla residenza di Putin. Ma non ha precisato dove sia stato lanciato l'Oreshnik. Fonti ucraine riferiscono invece che il missile ipersonico è stato lanciato contro la regione di Leopoli. I servizi di sicurezza hanno diffuso immagini di parti del vettore che affermano di avere localizzato. Ma gli ucraini non hanno fatto sapere cosa sia stato colpito e quali danni siano stati provocati. Media internazionali ipotizzano che il missile - capace di trasportare ordigni convenzionali o nucleari - fosse equipaggiato con testate "fittizie", e servisse quindi solo a mandare un messaggio.
The sky in Lviv is glowing different colors following the Russian Oreshnik strike. pic.twitter.com/NrcvDCJ04m
— Heyman_101 (@SU_57R) January 9, 2026