Emergono nuovi dettagli agghiaccianti sulla strage di Capodanno del “Constellation” di Crans-Montana, che ha strappato la vita a 40 giovani. Secondo quanto rivelato ieri dalla televisione romanda Rts, il proprietario del locale in cui si è consumata la tragedia, Jacques Moretti, ha confessato agli inquirenti che la porta di servizio al piano terra della struttura era chiusa dall’interno la notte dell’incendio.
Durante l’interrogatorio davanti alla procura cantonale di Sion, Moretti ha detto di essere intervenuto personalmente dopo il rogo, sbloccando la porta dall’esterno e trovando davanti all’uscita diversi corpi ammassati e privi di vita. Agli inquirenti ha riferito di non sapere perché quella porta fosse bloccata. Di certo si tratta di un elemento determinante per le indagini, considerato che diversi clienti del bar hanno tentato di uscire da quella porta quando è scoppiato l’incendio, ma si sono trovati bloccati: una vera e propria condanna a morte.
BRICOLAGE
Secondo le informazioni di Rts, il 49enne di origini corse, accusato assieme alla moglie Jessica di omicidio, lesioni e incendio colposi, ha ammesso inoltre di aver installato personalmente i pannelli di schiuma fonoassorbenti che, come mostrano i tanti video che da giorni inondano i social, hanno preso fuoco in una manciata di secondi. I pannelli, ha precisato Moretti, sono stati acquistati in un negozio di bricolage del colosso tedesco Hornbach.
Rts aveva già rivelato che i dipendenti del bar erano consapevoli dei rischi legati alla schiuma acustica: un materiale infiammabile che ha favorito la rapidissima propagazione delle fiamme e lo sviluppo di fumi tossici che hanno reso l’aria irrespirabile in pochi minuti. Se le quattro procuratrici incaricate delle indagini dovessero confermare che i coniugi Moretti erano consapevoli del pericolo, potrebbero essere accusati di omicidio con dolo eventuale, rischiando fino a 20 anni di carcere.
Arrestato venerdì al termine di un interrogatorio di sei ore su disposizione della procuratrice generale del Canton Vallese Béatrice Pilloud, Jacques Moretti è attualmente in custodia cautelare per potenziale rischio di fuga. La moglie, ascoltata a sua volta dagli inquirenti, è stata invece posta agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico: una misura legata anche alla necessità di accudire i due figli di 6 mesi e 4 anni. L’avvocato di Jacques Moretti, Patrick Michod, è al lavoro sulla richiesta di scarcerazione al Tribunale per le misure cautelari, con l’obiettivo di dimostrare l’assenza del pericolo di fuga o offrire garanzie alternative.
LE OMBRE DEL CORSO
Parallelamente spuntano nuovi dettagli sul passato burrascoso e pieno di ombre dell’imprenditore francese, soprannominato “Le Corse” a Crans-Montana. Tra novembre 2005 e marzo 2006 Moretti è stato incarcerato in Savoia con l’accusa di truffa, rapimento e sequestro di persona. Due anni dopo, nell’ottobre del 2008, è comparso davanti al tribunale di Annecy con l’accusa di proxénetisme aggravé: sfruttamento della prostituzione aggravato. Sul banco degli imputati, al suo fianco, figurava un accolito corso, Christian L., con precedenti giudiziari, e un uomo che all’epoca risiedeva nel dipartimento dell’Alta Savoia. Moretti era accusato di aver reclutato e costretto alla prostituzione, per poi trarne profitto, alcune giovani donne. Le aveva “collocate” in diversi saloni di massaggi in Svizzera, uno dei quali situato in rue du Lièvre a Ginevra, «che gestiva di fatto e di cui aveva pagato l’affitto e la cauzione», come precisato in una copia della sentenza ottenuta dal Figaro.
Moretti aveva anche reclutato giovani donne per farle prostituire in due saloni a Berna e Soletta, sempre in Svizzera, in locali gestiti da “prosseneti svizzeri con cui era in affari, contando di trarne un vantaggio finanziario”. Al termine del processo, Jacques Moretti era stato assolto per i fatti riguardanti la Svizzera – dove la prostituzione è legale per le maggiorenni – ma condannato per i fatti avvenuti in Francia a 12 mesi di carcere con la condizionale.
Nel 2010, anno in cui viene condannato a Bastia per frode ai danni dell’Apl (il sistema di aiuti statali per l’alloggio), gestisce due attività a Bonifacio, in Corsica: un’impresa di pulizie di cantieri, che chiuderà nel 2014, ma anche un locale notturno, il Lollapalooza, anch’esso chiuso nel 2014, un anno prima del trasferimento in Svizzera. Dopo un periodo di adattamento, nel 2020 Jacques Moretti compra il “Constellation” per 1, 5 milioni di franchi e lo stesso anno, secondo il giornale elvetico Inside Paradeplatz, acquista una casa di 298 metri quadrati più giardino: 820 mila franchi. Nel 2023 ecco altri due locali: un ristorante specializzato in hamburger a Crans-Montana, “Le Senso”, e il ristorante “Le Vieux Chalet”, a Lens. Nel 2024 nuova acquisizione, sempre a Lens, di 501 metri quadrati. Locali, immobili e tanti soldi: quattro milioni di franchi svizzeri spesi in cinque anni per tre locali e due ville, senza ipoteche.
Intanto, a seguito dell’apertura dell’indagine da parte della magistratura romana sulla tragedia di Capodanno a Crans-Montana, sono stati disposti nuovi accertamenti sui corpi dei sei giovani italiani deceduti. La procura di Genova ha programmato per il 20 gennaio l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini, mentre i magistrati di Bologna hanno ordinato la riesumazione della salma di Giovanni Tamburi per effettuare l’autopsia che non era stata eseguita in Svizzera. Sospese anche le sepolture di Chiara Costanzo e Achille Barosi.