Le forze armate tedesche stanno lasciando la Groenlandia, "senza alcun annuncio, notifica o altra spiegazione". Lo riporta il quotidiano tedesco Bild, precisando di aver "avvistato i 15 soldati, guidati dal contrammiraglio Stefan Pauly, all’aeroporto di Nuuk". "Ieri si diceva che i soldati sarebbero rimasti più a lungo del previsto", scrive il tabloid, secondo cui l’ordine di rientro sarebbe arrivato da Berlino nelle prime ore di questa mattina, domenica 18 gennaio.
"Alle truppe sul posto non è stata fornita alcuna spiegazione, nulla. Solo: rientro!", si legge ancora sul quotidiano. La partenza sarebbe avvenuta a mezzogiorno. I soldati tedeschi sono quindi rimasti in Groenlandia per meno di due giorni: 44 ore dall’atterraggio al decollo. Questa novità segue le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump, che nelle scorse ore aveva annunciato dazi del 10% a partire da febbraio ai Paesi europei che avevano mandato truppe in Groenlandia.
Intanto, l'associazione tedesca degli ingegneri ha invitato la Commissione europea a prendere in considerazione l'utilizzo dello "strumento anti-coercizione" contro il piano di Trump di imporre tariffe aggiuntive ai Paesi europei coinvolti nella controversia sulla Groenlandia. Lo strumento consente all'Unione di reagire contro i Paesi terzi che esercitano pressioni economiche sui membri dell'Ue. Lo strumento permette di applicare misure mirate come dazi, restrizioni a investimenti e appalti pubblici, o limitazioni all'accesso al mercato europeo, per difendere gli interessi economici dell'Ue. "Se l'Ue cede, non farà altro che incoraggiare il presidente degli Stati Uniti a fare la prossima richiesta assurda e a minacciare ulteriori dazi", ha affermato oggi in una dichiarazione il presidente dell'associazione, Bertram Kawlath.