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Crans, sveglia alle 4.30, famiglia e ufficio: ecco chi è la pm nella bufera

di Massimo Sanvito domenica 25 gennaio 2026

2' di lettura

Nome e cognome: Béatrice Pilloud. Professione: procuratrice generale del Vallese. Compito: fare luce sulla strage di Crans-Montana, ovvero sul rogo del “Le Constellation” che ha bruciato vive quaranta persone (sei italiane). «Non voglio provocare un incidente diplomatico tra Italia e Svizzera ma non cederò a un’eventuale pressione delle autorità italiane, per cui ho consigliato all’ambasciatore di rivolgersi alle autorità politiche svizzere», ha detto ieri, spiegando che la scarcerazione di Jacques Moretti sia stata una «decisione del Tribunale delle misure coercitive». Ma chi è Béatrice Pilloud? Entrata in carica nel gennaio di due anni fa,ha subito messo mano all’organizzazione del lavoro, una «situazione preoccupante» l’aveva definita il Consiglio della magistratura, per facilitare il lavoro dei procuratori riducendo il carico amministrativo e creando un’atmosfera rilassata tra i corridoi degli uffici. Il morale dei colleghi, infatti, era a terra: i tempi di evasione dei dossier, infatti, erano talmente dilatati che i casi finivano in prescrizione uno dopo l’altro.

Un insediamento non facile quello della procuratrice generale anche sul versante delle inchieste. A partire dall’archiviazione di un fascicolo su presenti abusi nella Chiesa cattolica: le denunce erano finite in prescrizione nonostante decine di persone fossero già state interrogate. Fece molto scalpore anche il suicidio della procuratrice Rahel Brühwiler, lo scorso ottobre. Sul tavolo di Brühwiler c’erano i due dossier più delicati del cantone. Secondo il quotidiano Le Temps, proprio nella gestione dei due incartamenti Brühwiler aveva avuto dei diverbi proprio con la procuratrice Pilloud.

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E ancora: nell’estate del 2024, quest’ultima era stata toccata dalla tragedia della Tête Blanche, quando sei membri della stessa famiglia avevano perso la vita mentre facevano scialpinismo sulle Alpi Svizzere. Pilloud conosceva personalmente uno di loro. Questa volta la pressione sarà massima. Le famiglie delle vittime contano sulla sua rigidità per arrivare alla verità. Rigidità che scandisce le sue giornate, come ha detto al magazine della Polizia cantonale vallesana. Béatrice, infatti, si sveglia sempre alle 4.30 del mattino. «Non c’è niente di meglio per cominciare la giornata che sedersi presto alla propria scrivania», ha raccontato. Con suo marito François ha fissato una regola: non uscire mai di casa prima delle 5. A proposito del marito, quello che si sa, è che è attivo nel commercio di alcolici. La famiglia, per la procuratrice del momento, è un pilastro fondamentale.

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