A fermare i carabinieri domenica scorsa in Cisgiordania, in una zona militare chiusa nella cosiddetta area C (sotto il controllo israeliano), sarebbe stato un soldato dell'esercito israeliano e non un colono, come inizialmente riferito dalla Farnesina. Lo ha dichiarato l'Idf alla Rai di Gerusalemme. "All'inizio di questa settimana (domenica), un soldato ha individuato un veicolo diretto alla comunità di Sde Ephraim lungo un percorso chiuso al traffico civile in conformità con la valutazione della situazione operativa e designato come zona militare chiusa", hanno spiegato dall'esercito.
L'Idf ha riferito che il soldato ha fermato i carabinieri in borghese e poi "ha classificato il veicolo come sospetto. Poiché la targa diplomatica non era stata identificata al momento, il militare si è avvicinato al veicolo per fermarlo, puntando l'arma senza aprire il fuoco, e ha ordinato ai passeggeri di uscire dal veicolo e identificarsi". Dopo aver identificato i passeggeri come diplomatici, il soldato li ha rilasciati, segnalando l'accaduto ai suoi comandanti.
Secondo l'esercito, in ogni caso, il soldato ha "agito in conformità con le procedure richieste in caso di incontro con un veicolo sospetto. Tuttavia, non ha agito in conformità con le procedure applicabili ai veicoli diplomatici, poiché il veicolo non è stato identificato come tale. Il soldato è stato convocato per un incontro di chiarimento e una revisione delle procedure, che saranno rafforzate anche per tutti i soldati nell'area di Giudea e Samaria (Cisgiordania)".