Ci risiamo: Ilaria Salis fa ancora il tifo per la "resistenza". Su x l'europarlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra italiana esprime "profonda preoccupazione per la sentenza di primo grado a danno di Anan Yaesh (cinque anni e sei mesi), che di fatto equipara la resistenza palestinese al terrorismo".
Uno schiaffo per la Salis, secondo cui "la resistenza, anche armata, all’occupazione illegale di un territorio – in particolare quando si rivolge contro le forze occupanti – è sempre legittima. È un principio fondante del diritto internazionale e del diritto dei popoli all’autodeterminazione. Dovrebbe saperlo bene un Paese la cui storia è segnata dalla resistenza partigiana contro l’occupazione nazifascista". Invece "condannare la resistenza significa rovesciare questi principi e cancellare il contesto in cui essa nasce. Significa ignorare la realtà politica della Palestina e della Cisgiordania, la natura coloniale dell’occupazione israeliana e l’odioso ruolo giocato dagli insediamenti illegali. I palestinesi hanno pieno diritto a difendersi dall’occupazione e dalla violenza dei coloni. Solidarietà ad Anan Yaesh. Free Palestine".
Yaeesh è accusato di finanziare e coordinare dall’Italia il Gruppo di Risposta Rapida della Brigata Tulkarem, gruppo di resistenza armata che combatte l’occupazione israeliana in Cisgiordania. Per questo la Corte d'Assise dell'Aquila lo ha condannato alla pena di 5 anni e 6 mesi di reclusione nel processo per associazione con finalità di terrorismo. La decisione è stata letta dal presidente del collegio, Giuseppe Romano Gargarella, al termine della camera di consiglio.
Esprimo profonda preoccupazione per la sentenza di primo grado a danno di #AnanYaesh (cinque anni e sei mesi), che di fatto equipara la resistenza palestinese al terrorismo.
— Ilaria Salis (@SalisIlaria) January 17, 2026
La resistenza, anche armata, all’occupazione illegale di un territorio – in particolare quando si rivolge… pic.twitter.com/KP27EdGjEC