Venti di guerra sempre più forti sull'Iran. Di fronte alle minacce di un attacco americano, Teheran ha annunciato di essersi dotata di 1.000 nuovi droni. Il regime è pronto per una "risposta schiacciante". A riferirlo è stato il comandante dell'esercito iraniano Amir Hatami.
"In accordo con le minacce che stiamo affrontando, mantenere e potenziare i vantaggi strategici per un combattimento rapido e una risposta schiacciante a qualsiasi invasione è sempre all'ordine del giorno dell'esercito," ha detto Hatami, citato dalla televisione di stato. Su sua richiesta, le forze da combattimento sono state equipaggiate con "1.000 droni strategici" prodotti dall'esercito in collaborazione con il ministero della Difesa, "in conformità con le nuove minacce e le lezioni apprese dalla guerra di 12 giorni" con Israele a giugno, è stato spiegato.
Nel frattempo anche Washington rafforza il dispositivo militare nel Medio Oriente con l'invio di un E-11A Bacn dell'Aeronautica militare statunitense, piattaforma ad alta quota specializzata nel coordinamento delle comunicazioni tra diverse unità operative. L'aereo, spesso definito come una sorta di "ponte volante" delle comunicazioni, consente di collegare e far dialogare sistemi e forze che utilizzano reti, frequenze e standard differenti, distribuendo in tempo reale informazioni tattiche, visive e audio. Il velivolo è stato tracciato nelle ultime ore mentre operava nello spazio aereo della regione, con rotta dall'area del Mediterraneo orientale verso il quadrante mediorientale.
L'immagine diffusa sulle piattaforme di monitoraggio dei voli mostra un E-11A in quota elevata, a oltre 40 mila piedi, partito dalla base di Chania, sull'isola di Creta, uno dei principali hub logistici e operativi Usa e Nato nel Mediterraneo. L'E-11A Bacn non è un aereo da combattimento, ma un moltiplicatore di capacità: la sua presenza indica la necessità di migliorare il coordinamento e l'interoperabilità tra assetti aerei, navali e terrestri in scenari complessi.
Mentre l'Unione europea chiede di inserire i Pasdaran iraniani nella lista internazionale dei terroristi, anche da Varsavia arrivano parole dure contro il regime di Khamenei: "In Iran si sono verificate violenze atroci, e questo richiede delle contromisure. E spero che tali contromisure funzionino", ha messo inchiaro il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski entrando alla riunione del Consiglio affari esteri a Bruxelles. "Esprimo la mia solidarietà al popolo iraniano, che è stato oppresso dal regime teocratico per troppo tempo", aggiunge. La svolta prevista in tal senso, come la possibile espulsione di personale iraniano da Paesi Ue, non sono elementi di cui il regime iraniano si preoccuperebbe particolarmente, rileva Sikorski, ma Teheran "dovrebbe prestare attenzione alla luce della crescente presenza militare statunitense nella regione. Sta giocando con il fuoco".
BLACKWOLF01. Return of #USAF E11A #BACN platform over #Iraq - I havent seen these here since the pullout from Iraq after the war. 0946z pic.twitter.com/kQpPpgtjVO
— nde (@5472_nde) January 29, 2026