Oltre che di "schiave sessuali", Jeffrey Epstein si è sempre circondato di donne in grado di gestire la sua vita lavorativa e mondana. Tra quese c'era anche Lesley Groff, la sua segretaria per 20 anni. La donna organizzava e suoi appuntamenti e viaggi. Ed è finita nel mirino delle vittme del miliardario per averlo protetto, distrutto el prove, pagato testimoni, facilitato il traffico sessuale. Ma, a differenza di Ghislaine Maxwell, non è mai stata incriminata. "Le mie assistenti sono un’estensione del mio cervello, il loro intuito è qualcosa che io non ho", aveva spiegato Epstein.
Come riporta il Corriere della Sera, gli avvocati di Groff, che viveva in Connecticut, hanno sempre affermato che "non ha mai assistito a nulla di improprio o illegale". Ora il suo legale ha spiegato che "Lesley Groff non ha mai visto questo documento e non ne era a conoscenza... Lesley ha parlato volontariamente con i procuratori e risposto a ogni loro domanda, dopodiché le fu detto che non sarebbe stata perseguita".
Resta il fatto che la Groff viene citata ben 130mila volte nei file Epstein. E, a quanto si apprende, aveva un ruolo cruciale: organizza appuntamenti e viaggi in modo che Epstein possa incontrare uomini potenti a summit e cene tra Parigi, Los Angeles, New York e Londra. Oltre a gestire richieste di "estrarre" donne da città dell’Europa orientale: "Organizza che [nome oscurato] venga da Mosca a Parigi alle 2.40 sabato, se ne va domenica a tarda notte. Manderà il passaporto". Lei, da buona assistente, inviava gli indirizzi ai quali queste donne dovrebbero essere prelevate: "Ragazze da incontrare sulla 71esima strada con i loro documenti identificativi. Elicottero per East Hampton".