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Rula Jebreal, per 24 volte nell'archivio di Epstein: cosa emerge

di Mauro Zanon giovedì 12 febbraio 2026

3' di lettura

C’è anche Rula Jebreal, la giornalista di origini palestinesi, analista di politica internazionale e icona della sinistra Pro Pal, negli Epstein Files, documenti, email, messaggi, appunti, fotografie e materiali investigativi desecretati dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti nell’ambito delle indagini sulla galassia di Jeffrey Epstein, il finanziere e pedofilo americano suicidatosi in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per traffico sessuale di minori.

La giornalista di origini palestinesi è citata 24 volte negli Epstein Files, il più delle volte in compagnia di Julian Schnabel, pittore e regista newyorchese che fu suo fidanzato dal 2007 al 2011. Ma andiamo con ordine. Quando Epstein uscì dal carcere nel luglio del 2009, dopo avere scontato una condanna a 13 mesi per induzione alla prostituzione minorile, si trovò di fronte alla necessità di ricostruire la propria immagine pubblica per essere ben accetto negli ambienti artistici, politici e economici di alto profilo. Per farlo, l’uomo d’affari americano si affidò alla PR newyorchese Peggy Siegal, proprietaria della Peggy Siegal Company con sede a Manhattan e molto attiva nel campo cinematografico. In pochi mesi, come emerge dall’analisi dagli Epstein Files, Siegal contribuì a ricucire quella vasta rete di ricchi, famosi e potenti di cui amava circondarsi l’ex finanziere, attraverso un vero e proprio percorso di reinserimento nell’high society.

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Tra i tanti nomi che in quel periodo tornarono a far parte della cerchia di Epstein o vi furono introdotti per la prima volta, nonostante il finanziere fosse già noto alle cronache e ai casellari giudiziari come “sex offender”, compaiono anche quelli di Rula Jebreal e del suo fidanzato dell’epoca Julian Schnabel. Un documento indica la possibile presenza di Schnabel a un evento organizzato nella lussuosa residenza newyorchese di Epstein nell’Upper East Side: è un’email datata 25 agosto 2010, inviata a Epstein da un mittente coperto da omissis, nel quale è presente la lista degli invitati a una «colazione per lo Yom Kippur», la festività ebraica.

Tra gli invitati che avrebbero all’epoca accettato l’invito è presente, tra i tanti nomi famosi, anche quello di Schnabel, anche se non è dato sapere se l’artista abbia effettivamente preso parte all’evento. Nei documenti nei quali compaiono i nomi di Jebreal e Schnabel ci sono anche gli inviti, presumibilmente indirizzati a Epstein, a serate e proiezioni nelle quali la coppia era presente. È il caso di un doppio invito, datato 9 dicembre 2010 e 10 dicembre 2010.

Il primo a nome della The Weinstein Company – la casa di produzione e distribuzione che faceva capo a Harvey Weinstein, condannato nel 2022 a 16 anni per stupro - e di Julian Schnabel e Rula Jebreal faceva riferimento a una «proiezione speciale» del film “Miral”, diretto da Schnabel e tratto dal romanzo autobiografico di Jebreal, che ne scrisse anche la sceneggiatura. Il secondo invito era invece per un incontro con l’autrice del romanzo, Jebreal appunto. La location della serata? La residenza newyorchese di Amalia Dayan, nipote dell’ex ministro della Difesa israeliano, Moshe Dayan, comandante dell’Idf durante la Guerra dei Sei Giorni. Anche in questo caso, i documenti non consentono di verificare se Epstein partecipò effettivamente, ma il riferimento alla Weinstein Company certifica l’intreccio tra mondanità culturale e figure poi travolte da scandali.

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Altri file nei quali compaiono i nomi della coppia Jebreal-Schnabel riguardano email sulla loro partecipazione a eventi cinematografici, come il festival di Cannes, o a eventi mondani, come un party esclusivo nell’isola caraibica di Saint Barth, del quale dava conto un articolo dell’epoca dell’Huffington Post dove si legge: «Roman Abramovich era chiaramente il re dell’isola con un nuovo yacht di 152 metri chiamato Eclipse e un nuovo yacht di 91 metri chiamato Luna. Entrambe le imbarcazioni galleggiavano nel porto (...) A ballare scatenati sul palco con Fergie c’erano Dasha, Demi e Ashton, Salma Hayek, Wendi Murdoch e George Lucas. A volteggiare sul pavimento c’erano Rula Jebreal e Julian Schnabel, Stephanie Seymour e Peter Brant, Ellen Degeneres e Portia de Rossi...».

Nella mail datata 5 gennaio 2011 che Peggy Siegal inoltra a Epstein, con l’articolo dell’Huffington Post sul party a Saint Barth in allegato, si legge: «Jeffrey: Ecco la versione finale, così come appare oggi sull’Huffington Post. Fammi sapere cosa ne pensi. Baci e abbracci». Siegal scrive a Epstein in tono familiare e amichevole, tenendolo aggiornato sulle dinamiche del jet set internazionale, sui festival, sulle feste e sugli appuntamenti esclusivi dell’high society, frequentati anche da Rula Jebreal.

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