La brutale aggressione avvenuta a Lione, costata la vita al militante nazionalista Quentin Deranque, continua a scuotere la Francia e l'Europa intera. Un pestaggio feroce, maturato in un clima di tensione politica inquietante, sul quale la Procura ha aperto un’inchiesta per "omicidio volontario". Nelle ultime ore l’indagine ha registrato una svolta significativa: tra i fermati c’è anche un assistente parlamentare vicino alla sinistra radicale.
Secondo quanto riferito dall’emittente Bfmtv, che cita una fonte vicina agli inquirenti, sono quattro le persone fermate in relazione alla morte del giovane. Tra queste figura Jacques-Elie Favrot, collaboratore del deputato di La France Insoumise Raphael Arnault. Con lui è stato fermato anche Adrian B., appartenente al movimento Jeune Garde e considerato vicino allo stesso esponente della Lfi, il partito guidato da Jean-Luc Mélenchon.
Favrot era finito nel mirino sin dal principio di questa aberrante vicenda. Prima del fermo era stato sospeso dalle sue attività in Parlamento dopo che diversi testimoni lo avevano riconosciuto tra i presunti picchiatori presenti la sera dell’aggressione a Lione. Un provvedimento adottato in via cautelativa, mentre le indagini cercavano di chiarire ruoli e responsabilità.