Svolta nell’inchiesta sul rogo del discobar Constellation a Crans-Montana, dove la notte di Capodanno hanno perso la vita 41 persone. Il "castello di silenzi e omissioni" che circondava l’amministrazione comunale è crollato: dal 5 marzo, il sindaco Nicolas Féraud è ufficialmente iscritto nel registro degli indagati. Le accuse della procuratrice generale Béatrice Pillaud sono pesantissime: "omicidio, lesioni e incendio colposi". "Non guarderò in faccia a nessuno", ha assicurato la procuratrice, pur legata al sindaco dalla stessa appartenenza politica.Féraud non è l’unico: l’avviso di garanzia ha raggiunto altri cinque profili chiave della gestione pubblica, tra cui Kévin Barras, deputato supplente e già responsabile della sicurezza. Secondo i magistrati, ci sono "fondati motivi per ritenere che il Comune abbia mancato al dovere di far rispettare le normative per salvaguardare la vita dei clienti del Constellation".
Parallelamente, l’inchiesta si allarga al patrimonio del proprietario Jacques Moretti: un’informativa del Dipartimento federale di giustizia e polizia solleva l’ipotesi di riciclaggio di denaro sporco. Gli investigatori analizzano i trascorsi criminali di Moretti (sfruttamento della prostituzione, frode) e parlano apertamente di uno "schema Ponzi" e di "locali vuoti, riempiti da mutui", con lusso ostentato (Bentley in leasing, orologi di pregio) per favorire probabili frodi assicurative.
Mentre la posizione dei Moretti si aggrava – con sequestro di pistole Glock e orologi Audemars Piguet –, la polizia ha ricostruito gli "otto minuti d’inferno" grazie alle telecamere: la titolare Jessica Moretti scappa subito verso l’uscita, mentre il deejay Matéo Lesguer impugna un estintore per domare le fiamme. "Muore provando a spegnere il rogo e per salvare gli altri", cristallizzando il suo sacrificio di fronte alla negligenza altrui.