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Mar Caspio, colpo al cuore della Marina iraniana: 6 navi annientate in un raid

di Carlo Nicolato giovedì 19 marzo 2026

4' di lettura

L’eliminazione sistematica dei vertici dell’asse Iran-Hezbollah continua: ieri è stata la volta di Esmail Khatib, il capo dell’intelligence che l’Idf considera abbia svolto un ruolo significativo nella repressione delle ultime manifestazioni contro il regime in Iran. Ma nella lista di giornata va anche aggiunto Mohamed Shari, direttore della Tv Al Manar affiliata a Hezbollah, Wissam Mustafa Hussein Taha, responsabile di varie raccolte fondi che hanno contribuito a finanziare con centinaia di milioni di dollari i terroristi di Hamas, e Hassan Ali Marwan, comandante della Divisione iraniana Imam Hossein, tutti uccisi in Libano, dove l’Idf hao colpito e distrutto due punti di attraversamento sul fiume Litani, nel Libano meridionale, «utilizzati dai terroristi di Hezbollah per spostarsi dal nord al sud» del Paese «e portare avanti attacchi terroristici».

Diverse esplosioni sono state segnalate nella città portuale iraniana di Bandar Anzali, sulla costa del Mar Caspio, a seguito dei raid aerei condotti dall'aeronautica israeliana nella zona. Secondo funzionari israeliani, gli attacchi sono diretti contro navi della Marina iraniana. Ieri però Israele, insieme agli Stati Uniti, ha iniziato anche a colpire i siti energetici iraniani provocando la reazione degli Stati arabi confinanti che temono un’ulteriore escalation. In particolare è stato bombardato il giacimento di gas iraniano di South Pars, nella provincia di Bushehr, considerato uno dei più grandi del mondo, di sicuro il più importante dei 43 presenti in Iran e l'unico condiviso con il Qatar. L’attacco ha provocato gravi interruzioni di forniture elettriche in Iraq e il Qatar ha avvisato di possibili conseguenze che vanno ben oltre l’area del Golfo. «Il fatto che Israele prenda di mira infrastrutture collegate al giacimento iraniano di South Pars, un’estensione del giacimento qatariota di North Field, è un passo pericoloso e irresponsabile nel contesto dell'attuale escalation militare nella regione», ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari.

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«Prendere di mira le infrastrutture energetiche - ha aggiunto- costituisce una minaccia alla sicurezza energetica globale, nonché alle popolazioni della regione e al suo ambiente». Le paure del Qatar si sono subito concretizzate con l’annuncio da parte di Teheran di imminenti attacchi alle infrastrutture energetiche dei suoi vicini del Golfo. «Stiamo valutando di colpire le infrastrutture relative a carburante, energia e gas» dei Paesi da cui sono stati sferrati gli attacchi, ha dichiarato il centro di comando interforze Khatam Al-Anbiya in un comunicato.

La televisione di Stato ha pubblicato anche un elenco di obiettivi, tra cui impianti petroliferi e di gas in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, affermando che sono «diventati obiettivi diretti e legittimi» e consigliandone l’evacuazione. Un missile ha colpito il sito produttivo qatariota di Ras Laftan, provocando danni e incendi limitati. Citando fonti informate Axios ha però riferito che l'attacco a South Pars è a sua volta una sorta di avviso recapitato da Trump a Teheran che continua a interrompere le forniture di petrolio attraverso lo Stretto di Hormuz.

Nel frattempo in Iran il presidente Pezeshkian è intervenuto su X confermando «il vile assassinio dei miei cari colleghi Esmaeil Khatib, Ali Larijani e Aziz Nasirzadeh, insieme ad alcuni membri delle loro famiglie e al team che li accompagnava». Sulla morte di Larijani c’è anche un commento della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, o di chi parla per lui, che ha sottolineato che «gli anti-islamisti devono comprendere che versare questo sangue ai piedi dell'albero del sistema islamico non fa che rafforzarlo» e che «i criminali assassini dei martiri dovranno presto pagare un prezzo alto». Ieri l’Iran ha bombardato Israele 9 volte con bombe a grappolo, provocando due morti a Tel Aviv. Colpita anche Riad dove per la prima volta i cittadini hanno ricevuto avvisi di pericolo imminente via telefono.
Contro gli attacchi israeliani e americani si è invece espressa la Russia che ha condannato il bombardamento di martedì che avrebbe sfiorato la centrale nucleare iraniana di Bushehr costruita da Mosca.

D’altro canto il Wall Street Journal sostiene che la Russia abbia ampliato la condivisione di intelligence e la cooperazione militare per aiutare Teheran a mantenere la capacità di combattere contro Stati Uniti e Israele, ma nei giorni scorsi Trump ha perfino giustificato questa possibile evoluzione sottolineando che in fondo Washington fa lo stesso con l’Ucraina. Le Forze di Difesa israeliane hanno fatto sapere di aver colpito ieri in totale 200 obiettivi nell'Iran occidentale e centrale, tra cui siti di stoccaggio e lancio per missili balistici e droni, nonché sistemi di difesa aerea e siti di produzione di armi. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha invece comunicato che dall’inizio della guerra sono più di 7.800 gli obiettivi colpiti dalle forze americane, 120 le navi iraniane distrutte. Secondo Centcom ieri sono state utilizzate diverse munizioni a penetrazione profonda da 5mila libbre contro siti missilistici iraniani fortificati lungo la costa vicino allo Stretto di Hormuz. «I missili da crociera antinave iraniani in questi siti rappresentavano un rischio per la navigazione internazionale nello Stretto di Hormuz», ha scritto in un comunicato su X.

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