Quasi un mese di guerra in Medio Oriente dall'attacco congiunto Usa-Israele contro l'Iran. Oggi il presidente americano Donald Trump dice che Teheran vuole fare un accordo, ma intanto il Pentagono manda 3mila paracadutisti nella regione. La richiesta statunitense prevede un mese di tregua per un accordo in 15 punti, che comprende lo stretto di Hormuz e il tema del nucleare. Il vicepresidente Vance potrebbe guidare il team negoziale a Islamabad. Di seguito le notizie principali della giornata:
Ghalibaf: monitoriamo movimenti Usa, non mettete alla prova nostra determinazione
"Stiamo monitorando da vicino tutti i movimenti statunitensi nella regione, in particolare gli schieramenti delle truppe. Non mettete alla prova la nostra determinazione a difendere la nostra terra". Lo ha scritto su X il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
L’Iran apre lo stretto di Hormuz (per chi paga). Trump: "Ho vinto"
Alcune petroliere — fa notare Bloomberg — hanno ricominciato a transitare nello Stretto di Hormuz, pagando però un pedaggio che raggiungerebbe i 2 milioni di dollari. Trump proclama: "Abbiamo vinto la guerra".
Funzionari Pakistan: “Teheran ha ricevuto la proposta Usa in 15 punti”
L'Iran ha ricevuto dagli Stati Uniti una proposta in 15 punti per raggiungere un cessate il fuoco nella guerra. Lo hanno dichiarato due funzionari pakistani parlando in forma anonima all'Associated Press descrivendo la proposta in termini generali come riguardante l'allentamento delle sanzioni, la cooperazione nucleare civile, una riduzione del programma nucleare iraniano, il monitoraggio da parte dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica, i limiti ai missili e l'accesso per la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. L'Iran ha insistito sul fatto di non essere impegnato in negoziati con gli Stati Uniti e un portavoce militare ha deriso gli sforzi diplomatici americani.
Iran contro Trump: “Siete così nei guai che negoziate con voi stessi”
Un portavoce militare iraniano ha deriso i tentativi Usa di raggiungere un accordo per il cessate il fuoco. La notizia è riportata dai media internazionali. "Chi si autoproclama superpotenza globale si sarebbe già tirato fuori da questo pasticcio se avesse potuto. Non mascherate la vostra sconfitta come un accordo. La vostra era di vuote promesse è giunta al termine. I vostri conflitti interni sono arrivati al punto in cui state negoziando con voi stessi?. La nostra prima e ultima parola è stata la stessa fin dal primo giorno, e tale rimarrà: qualcuno come noi non scenderà mai a compromessi con qualcuno come voi. Né ora, né mai".
Media, gli iraniani non vogliono negoziare con Witkoff-Kushner ma con Vance
Fonti del Golfo hanno riferito al Telegraph che gli iraniani non intendono sedersi al tavolo con Steve Witkoff e Jared Kushner, accusandoli di "tradimento" a causa degli attacchi militari che hanno colpito Teheran poche ore dopo i colloqui tenuti a febbraio. "Non vogliono lavorare con Kushner e Witkoff perché li hanno pugnalati alle spalle", ha detto una fonte del Golfo. JD Vance, il vicepresidente rimasto in gran parte in silenzio durante il conflitto, è ora indicato come principale negoziatore in caso di nuovi colloqui a Islamabad in settimana. "Vance è preferito", ha detto una fonte del Golfo a proposito degli iraniani.
Nove morti nei raid israeliani nel sud del Libano
Gli attacchi israeliani nel Libano meridionale hanno causato 9 morti e ferito decine di persone, secondo quanto riferito dal ministero della Salute libanese. Il bilancio complessivo è di tre morti e 18 feriti nella provincia di Nabatiyeh; sei morti e cinque feriti nella provincia di Sidone; e 29 feriti nella provincia di Tiro. Dal 2 marzo, secondo il ministero, gli attacchi israeliani hanno causato almeno 1.072 morti e 2.966 feriti, tra cui 121 bambini e 81 donne.