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Luigi Di Maio beffato all'Onu: ecco chi gli ha "fregato" la poltrona

di Michele Zaccardi venerdì 27 marzo 2026

4' di lettura

Doveva essere suo, quello strapuntino all’Onu. La carica, prestigiosa: coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente (Unsco). E pure con il corollario della nomina a vicesegretario generale. La ciliegina sulla torta di una carriera sfolgorante, perché Luigi Di Maio, 40 anni il prossimo 6 luglio, attuale rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, è già stato vicepresidente della Camera, ministro del Lavoro, vicepremier, ministro dello Sviluppo economico, ministro degli Esteri.

Eppure, quel posticino che gli era stato promesso (c’era pure il via libera del governo Meloni) andrà a un altro. A passargli davanti è infatti il francese Jean Arnault, che ieri ha ricevuto la nomina dal segretario generale dell’Onu, António Guterres. Sarà lui dunque a coordinare le varie entità che si occupano nelle Nazioni Unite del futuro di Israele e dei territori palestinesi e supportare l’implementazione del Piano Trump. Del resto, il curriculum di Arnault è di tutto rispetto.

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Conta quasi 40 annidi esperienza nella diplomazia internazionale; si è occupato in particolare di accordi di pace e mediazione, e vanta pure un’ampia esperienza nella guida di missioni delle Nazioni Unite in Africa, Asia, Europa e America Latina.

Tra gli incarichi più recenti figura il servizio – tra il 2015 e il 2018 – come Delegato del segretario generale nei colloqui di pace in Colombia e successivamente come Rappresentante speciale del segretario generale per la Colombia, dove ha guidato gli sforzi dell’Onu per verificare l’attuazione dell’Accordo finale di pace del 2016 nel Paese. Dal 2019 al 2020 è stato inoltre inviato personale del segretario generale per la Bolivia. Nomina a cui è seguita, nel 2021, una missione analoga in Afghanistan.

Di certo, però, Di Maio in questo periodo di gatte da pelare ne ha parecchie. Insomma, non corre il rischio di restare con le mani in mano. Soltanto martedì scorso una nota di Bruxelles annunciava che «l’Ue ha inviato un suo autorevole uomo nel Golfo per lavorare alla descalation». Già, Di Maio. Che già dal giorno successivo si è messo a brigare per incontrare i vertici dei Paesi dell’area. «Di Maio ha incontrato a Muscat il ministro degli Esteri omanita, Badr al-Busaidi» si legge in una nota.

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«Si è trattato» prosegue il comunicato «di un colloquio molto importante per esprimere la piena solidarietà dell’Ue all’Oman e al suo popolo ed esplorare vie diplomatiche per la de-escalation militare e la libertà Di navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz e la cessazione degli attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo». Non solo.

In videocollegamento martedì con LetExpo, manifestazione fieristica di Verona, Di Maio è intervenuto per parlare della situazione geopolitica. «È fondamentale lavorare per una de-escalation del conflitto nella regione. I nostri partner, in particolare i Paesi Gcc (Consiglio di Cooperazione del Golfo) l’Arabia Saudita, gli Emirati, il Qatar, l’Oman, il Bahrain, il Kuwait sono sotto attacco» ha detto. «Dobbiamo sostenerli perché sono nostri amici e perché in quei Paesi ci sono tantissimi investimenti delle imprese europee che hanno colto le opportunità arrivate. Gli Stati europei si sono dimostrati molto reattivi. L’Italia, la Francia e tanti altri hanno risposto alle richieste di sostegno» ha aggiunto.

Dal 2023 Di Maio è rappresentante speciale dell’Unione europea per il Golfo Persico, incarico scaduto nel gennaio 2025 e subito rinnovato per altri due anni. Ma l’ex leader del Movimento 5 Stelle di recente ha ricevuto un altro incarico di prestigio: è infatti diventato professore onorario presso il Dipartimento di studi sulla Difesa nella celebre università King’s College di Londra. Ad annunciarlo è stato lui stesso il 21 febbraio scorso con un post su Linkedin: «Assumerò questo nuovo ruolo con l’obiettivo di contribuire al dialogo sulla sicurezza internazionale, le relazioni Europa -Golfo e le dinamiche geopolitiche. Una nuova sfida. Sempre con la stessa passione». Il King’s College è la quarta più antica università britannica ed è considerato uno degli atenei più prestigiosi al mondo. Dodici, tra alunni e accademici dell’università, sono stati insigniti del premio Nobel.

LA PRECISAZIONE: 

Egregio Direttore, Dott. Mario Sechi, con riferimento all’articolo pubblicato sul quotidiano Libero, relativo alla presunta mancata nomina di Luigi Di Maio quale Coordinatore speciale delle Nazioni Unite per il processo di pace in Medio Oriente (Unsco), lo staff di Di Maio chiede la pubblicazione della seguente rettifica. Nell’articolo si afferma, in modo improprio, un collegamento tra la recente nomina da parte del Segretario generale delle Nazioni Unite di un inviato speciale per l’attuale conflitto in Medio Oriente e la procedura relativa alla posizione Unsco. Tale ricostruzione non corrisponde alla realtà dei fatti. Si tratta infatti di due piani del tutto distinti: da un lato, la designazione di un inviato speciale con mandato legato alla gestione contingente della crisi in corso, che coinvolge Stati Uniti, Iran e Israele; dall’altro, il ruolo di Coordinatore speciale Unsco, che rappresenta una funzione strutturale e permanente dell’architettura delle Nazioni Unite e che si occupa del dossier Israele-Palestina dagli accordi di Oslo in poi. Si precisa inoltre che la candidatura di Di Maio nasce da una proposta fattagli dalle Nazioni Unite ed è ancora in corso, oggetto di una procedura complessa e articolata nei tempi, come dichiarato dallo stesso Di Maio. Di Maio continua nel frattempo a svolgere con il proprio incarico di Rappresentante speciale dell’Ue per il Golfo, sostenendo gli sforzi diplomatici in corso per la de-escalation e la stabilità della regione. Il Rappresentante speciale è impegnato da dieci giorni nel Golfo per incontrare i ministri degli Esteri e altri rappresentanti istituzionali dei Paesi colpiti dagli attacchi iraniani, nel quadro delle iniziative diplomatiche europee a sostegno della sicurezza regionale. Confidando nella Vostra attenzione e nel rispetto del diritto di rettifica, si chiede la pubblicazione integrale del presente testo con adeguato rilievo.

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