La notte appena trascorsa ha segnato un punto di svolta tattico nell'operazione aeronavale condotta dall'alleanza israelo-americana contro l'Iran. A partire dalle prime ore di oggi, le forze israeliane hanno infatti dato il via a una serie di raid definiti "vasti e sistematici" sul centro di Isfahan, hub nevralgico non solo per il programma nucleare, ma anche per la produzione missilistica iraniana. Rispetto alle sortite della settimana scorsa, gli attacchi odierni mostrano un incremento nel numero di vettori utilizzati e nella precisione dei bersagli: non più solo infrastrutture periferiche, ma centri di comando e controllo situati nel cuore delle aree industriali militari. Di seguito le principali notizie della giornata in diretta:
"Ucciso il comandante della Marina dei Pasdaran" - E' stato ucciso il comandante della Marina dei Guardiani della Rivoluzione, i Pasdaran iraniani. E' quanto afferma un ufficiale israeliano citato dal Jerusalem Post, secondo il quale Alireza Tangsiri è stato ucciso in un'operazione a Bandar Abbas. Non è chiaro, evidenzia il giornale, se si sia trattato di un raid americano o israeliano. Il 28 febbraio Usa e Israele hanno annunciato l'avvio di operazioni militari contro l'Iran. Tangsiri era a capo della MARINA dei Pasdaran dall'agosto del 2018.
"Morto un soldato israeliano negli scontri con Hezbollah" - Un soldato delle Forze di difesa israeliane (IDF) è stato ucciso durante uno scontro a fuoco con miliziani del gruppo armato libanese Hezbollah nel sud del Libano. Lo ha annunciato l'esercito. Il soldato ucciso, il sergente maggiore Ori Greenberg, 21 anni, faceva parte dell'unità di ricognizione della Brigata Golani. È il terzo soldato delle IDF a perdere la vita nella nuova offensiva di terra israeliana contro Hezbollah nel sud del Libano. Secondo una prima indagine delle IDF sull'incidente, intorno alle 2 del mattino, i soldati della Brigata Golani hanno individuato diversi miliziani di Hezbollah nella loro area operativa nel sud del Libano. Le truppe hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con i miliziani di Hezbollah, durante il quale Greenberg è rimasto ucciso e un altro soldato è rimasto leggermente ferito. L'esercito afferma che i soldati della Brigata Golani sono riusciti a uccidere diversi miliziani di Hezbollah durante lo scontro e stanno continuando le perlustrazioni nella zona alla ricerca dei restanti miliziani.
"Teheran si prepara all'invasione: mine anti-uomo a Kharg" - Secondo diverse fonti a conoscenza dei rapporti dell'intelligence statunitense sulla questione, nelle ultime settimane l'Iran ha predisposto trappole e spostato ulteriore personale militare e sistemi di difesa aerea sull'isola di Kharg in preparazione di una possibile operazione statunitense per prendere il controllo dell'isola. Lo riporta la Cnn, spiegando che l'amministrazione Trump starebbe valutando la possibilità di impiegare truppe statunitensi per impadronirsi della piccola isola nel nord-est del Golfo Persico, vitale per l'economia iraniana in quanto gestisce circa il 90% delle esportazioni di petrolio del paese, come strumento di pressione per costringere gli iraniani a riaprire lo Stretto di Hormuz. Secondo le fonti, l'Iran avrebbe disseminato l'isola di trappole, tra cui mine antiuomo e anticarro, anche lungo la costa, dove le truppe statunitensi potrebbero potenzialmente effettuare uno sbarco anfibio qualora il presidente Donald Trump decidesse di procedere con un'operazione di terra.
Cosa c'è dietro gli "attacchi militari mirati" - L'annuncio di Israele sugli attacchi che stanno "aumentando in numero e intensità" suggerisce secondo molti analisti la volontà di saturare le difese aeree iraniane prima di un'eventuale operazione di terra o di un colpo definitivo ai siti sotterranei. Sebbene la narrazione ufficiale parli di "obiettivi militari mirati", l'ampiezza delle esplosioni segnalate dai residenti di Isfahan indica un tentativo di disarticolare la catena di approvvigionamento logistico che alimenta i proxy regionali.
Emirati, stretta su Hormuz "terrorismo economico" - L'alto dirigente petrolifero emiratino Sultan al Jaber, a capo della gigantesca compagnia petrolifera statale Abu Dhabi National Oil Co., inasprisce la retorica degli Emirati Arabi Uniti mentre la guerra si avvicina al primo mese. "L'utilizzo dello Stretto di Hormuz come arma non è un atto di aggressione contro una singola nazione", ha affermato al Jaber in un discorso tenuto in occasione di un evento organizzato dal Middle East Institute di Washington. "E' terrorismo economico contro ogni consumatore, ogni famiglia che dipende da energia e cibo a prezzi accessibili. Quando l'Iran tiene in ostaggio Hormuz, ogni nazione paga il riscatto, alla pompa di benzina, al supermercato e in farmacia. Nessun Paese può essere autorizzato a destabilizzare l'economia globale in questo modo. Né ora, né mai", ha concluso al Jaber.
Trump: "Vogliono un accordo ma temono di essere uccisi" - L'Iran vuole "tanto" raggiungere un accordo, ma "ha paura ad affermarlo". E' quanto ha detto nelle ultime ore Donald Trump, secondo il quale "nessuno ha mai visto niente di simile a quello che stiamo facendo in Medio Oriente con l'Iran". "Stanno negoziando e desiderano tanto raggiungere un accordo, ma hanno paura di dirlo perché temono di essere uccisi dalla loro stessa gente", ha aggiunto il tycoon in dichiarazioni durante una cena di raccolta fondi riportate dalla Cnn. "Hanno anche paura che li uccideremo", ha incalzato, dopo che lo scorso 28 febbraio gli Usa hanno avviato operazioni contro l'Iran con Israele.
L'Iran prepara la legge per un pedaggio nello Stretto di Hormuz - Il parlamento iraniano sta cercando di approvare una legge per introdurre il pedaggio per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz. Lo riferiscono le agenzie di stampa Fars e Tasnim citate dall'agenzia Ap. Secondo quanto riportato, il presidente della Commissione Affari Civili del Parlamento avrebbe affermato che una bozza di legge è stata predisposta e sarà presto finalizzata dal team legale dell'Assemblea legislativa. "Secondo questo piano, l'Iran deve riscuotere delle tariffe per garantire la sicurezza delle navi che attraversano lo Stretto di Hormuz", ha dichiarato il funzionario. "È una cosa assolutamente naturale. Come in altri corridoi, quando le merci attraversano un Paese, si pagano i dazi; lo Stretto di Hormuz è anch'esso un corridoio. Noi ne garantiamo la sicurezza, ed è naturale che navi e petroliere paghino i relativi dazi", ha aggiunto. L'Iran chiede il riconoscimento internazionale del suo diritto di esercitare l'autorità sullo Stretto di Hormuz come una delle cinque condizioni per porre fine alla guerra in corso.