Le forze armate statunitensi resteranno "dentro e intorno all'Iran" fino alla piena applicazione del "vero accordo" negoziato dai due Paesi, "includendo navi, aerei, personale militare e ulteriori munizioni". Lo ha scritto il residente degli Stati Uniti Donald Trump sulla piattaforma sociale Truth. Sui negoziati Usa-Iran grava ancora la minaccia di Teheran: "Colpiremo Israele per i raid sul Libano". E resta il nodo dello Stretto di Hormuz: i pasdaran hanno annunciato una nuova chiusura. Di seguito le principali notizie della giornata:
Netanyahu, colpiremo Hezbollah dovunque sia necesssario
Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuera' a colpire Hezbollah, sostenuto dall'Iran, "ovunque sia necessario", il giorno dopo i sanguinosi raid israeliani che hanno colpito il Libano. "Continueremo a colpire Hezbollah con forza, precisione e determinazione", ha affermato Netanyahu sul suo account personale X. "Il nostro messaggio e' chiaro: chiunque agisca contro i civili israeliani verra' colpito. Continueremo a colpire Hezbollah ovunque sia necessario, finche' non avremo ripristinato completamente la sicurezza per gli abitanti del nord" di Israele, ha aggiunto. Nel frattempo, l'esercito israeliano ha dichiarato di continuare le operazioni di terra nel Libano meridionale, dove le truppe combattono Hezbollah e mantengono posizioni dall'inizio di marzo.
Pakistan condanna "aggressione Israele"
Il Pakistan ha "condannato con forza" gli attacchi israeliani in Libano, che proseguono nonostante l'accordo di tregua in vigore da quasi due giorni. E' stato il primo ministro Muhammad Shehbaz Sharif, mediatore dell'intesa tra Sttai Uniti e Iran, a puntare il dito contro Israele, in un comunicato diramato dopo aver sentito al telefono il premier libanese, Nawaf Salam. Sharif, si legge nella nota, "ha condannato con forza l'aggressione in corso di Israele contro il Libano e ha espresso le proprie condoglianze per la perdita di migliaia di vite umane in queste ostilita'". Il Pakistan ha assicurato, "e' impegnato in sinceri sforzi per la pace nella regione ed e' in questo spirito che si stanno svolgendo i colloqui di pace tra l'Iran e gli Stati Uniti". Dal canto suo, nel "ringraziare" Sharif per i suoi sforzi di pace, Salam "ha chiesto il sostegno del Pakistan per porre immediatamente fine agli attacchi contro il Libano e il suo popolo".
Ghalibaf, senza senso negoziati dopo violazioni tregua
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ammonito che trattare con gli attacchi israeliani ancora in corso in Libano non ha senso. "I negoziati non hanno senso dopo le violazioni del cessate il fuoco", ha detto a quanto riporta l'agenzia Tasnim.
Tass: l'Iran consentirà il transito a non più di 15 navi al giorno
L'Iran consentirà il transito nello Stretto di Hormuz a non più di 15 navi al giorno, in base all'accordo di cessate il fuoco. Lo ha riferito alla Tass una fonte di alto livello di Teheran. "Il traffico dipende strettamente dal consenso dell'IRAN e dal rispetto di un protocollo specifico. Questo nuovo quadro normativo, attuato sotto la supervisione del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, è stato ufficialmente comunicato alle parti nella regione - ha spiegato la fonte - Non ci sarà un ritorno allo status quo precedente alla guerra".
Trump e la ripresa delle ostilità - Donald Trump ha definito il rispetto dell'intesa per un cessate il fuoco di due settimane "altamente probabile", ma ha avvertito che, in caso contrario, le ostilità riprenderebbero con un'intensità "più grande, migliore e più forte di quanto si sia mai visto". Il presidente ha ribadito che l'obiettivo resta impedire all'Iran di dotarsi di armi nucleari e garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, che "resterà aperto e sicuro".
Hezbollah, "razzi su un kibbutz in risposta alla violazione di Israele della tregua" - Il gruppo libanese Hezbollah ha dichiarato giovedì di aver lanciato razzi contro Israele in risposta alla "violazione" della tregua tra Stati Uniti e Iran, riporta Afp. La dichiarazione è giunta un giorno dopo che Hezbollah aveva affermato di avere il "diritto" di rispondere a una serie di attacchi israeliani che hanno colpito il Libano. "In risposta alla violazione dell'accordo di cessate il fuoco da parte del nemico", Hezbollah ha preso di mira il kibbutz israeliano di Manara, vicino al confine con il Libano, "con un lancio di razzi" nelle prime ore di giovedì, si legge in un comunicato di Hezbollah.
Onu, "attacchi israeliani in Libano grave pericolo per la pace" - Gli attacchi israeliani contro il Libano rappresentano un "grave pericolo" per il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, ha avvertito il portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, come riporta Afp. "La prosecuzione dell'attività militare in Libano rappresenta un grave pericolo per il cessate il fuoco e per gli sforzi volti a una pace duratura e globale nella regione", ha affermato il portavoce in una dichiarazione, ribadendo l'appello per la cessazione immediata delle ostilità. Gli attacchi israeliani contro il Libano di mercoledì hanno causato la morte di 182 persone.
Macron condanna i bombardamenti israeliani "indiscriminati" - Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato le ultime ondate di attacchi aerei israeliani contro il Libano, definendoli "indiscriminati" e denunciandone l'elevato numero di vittime civili. In un messaggio pubblicato ieri sera sulla piattaforma sociale X, Macron ha riferito di aver parlato con il presidente libanese Joseph Aoun e con il primo ministro Nawaf Salam, esprimendo "la piena solidarietà della Francia". Secondo le autorità libanesi, Israele ha colpito oltre 100 obiettivi nel Paese nell'arco di circa dieci minuti, in una delle operazioni più ampie dall'inizio della recente offensiva nel Paese. Gli attacchi mettono sotto pressione il cessate il fuoco di due settimane tra Stati Uniti e Iran, entrato in vigore martedì ma già apparso fragile nel primo giorno completo di applicazione.
I Pasdaran: 2 rotte alternative per evitare le mine a Hormuz - La Marina dei Guardiani della Rivoluzione iraniani (Pasdaran) ha annunciato che le navi in transito nello Stretto di Hormuz devono seguire due rotte alternative, vicine alle coste iraniane, a causa della possibilità della presenza di "mine" lungo la rotta abituale più al largo. "Al fine di proteggersi da possibili collisioni con mine, in coordinamento con la Marina dei Guardiani della Rivoluzione (....), fino a nuovo ordine, (le navi) dovranno seguire rotte alternative per il traffico nello Stretto di Hormuz", ha riferito l'agenzia di stampa Mehr citando un comunicato accompagnato da una mappa marittima che mostra le rotte a sud e a nord dell'isola di Larak.
Funzionario Iran: "Puniremo Israele per i suoi crimini" - Un alto funzionario iraniano ha dichiarato ad Al Jazeera che Teheran "punirà Israele in risposta al crimine commesso in Libano e alla violazione dei termini del cessate il fuoco". "Il cessate il fuoco include l'intera regione, e Israele è noto per non rispettare le promesse e si lascerà dissuadere solo dalle pallottole", ha dichiarato il funzionario.
Hormuz di nuovo chiuso, per Pasdaran tregua violata da Israele - Lo stretto di Hormuz è di nuovo chiuso e il traffico marittimo interrotto. E' quanto riferisce la Cnn citando le Guardie della rivoluzione iraniane che avrebbero deciso lo stop dopo l'attacco di Israele in Libano ritenuto una violazione del cessate il fuoco. Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio MarineTraffic, al momento non risultano navi in transito nello stretto. Il blocco arriva dopo segnali di graduale ripresa del traffico in seguito all'entrata in vigore di un accordo di cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Teheran ha accusato Israele di aver infranto la tregua con il nuovo attacco in Libano. La Casa Bianca ha però precisato che il Libano non rientra nell'accordo tra Washington e Teheran. Secondo la Cnn, i pasdaran hanno riferito che nelle prime ore della giornata di ieri due petroliere hanno attraversato lo stretto, insieme a una nave cisterna della flotta cinese. Successivamente, però, non si sarebbero registrati altri passaggi. Un'altra nave, che avrebbe dovuto transitare intorno alle 22, avrebbe cambiato rotta nei pressi dello stretto invertendo la navigazione e rientrando nel Golfo Persico.