Gli elicotteri Usa, con tanto di squdre di abbordaggio dei marines, sarebbero pronti per un'eventuale operazione nello stretto di Hormuz, ma i rischi di questa mossa non sono pochi e sono tutti dietro l'angolo. Un copione di questo tipo si è già visto in Venezuela, ma in questo caso la situazione sarebbe un po' diversa: per gli ayatollah lo Stretto rappresenta un'arma a cui difficilmente rinunceranno. E in più bisognerebbe fare i conti con distanze più vaste.
Il compito più delicato toccherebbe proprio agli elicotteri con le squadre d’abbordaggio. Elicotteri che in genere entrano in azione solo quando c’è una fregata o un cacciatorpediniere nelle vicinanze: quando arrivano in prossimità dell’obiettivo scatta la richiesta al capitano di permettere l’ispezione. Se viene autorizzata, come spiega Repubblica, i marines si calano con le funi e procedono a verificare la natura del carico, la sua provenienza o la destinazione. Se venissero accertati i rapporti con Teheran allora potrebbe scattare il sequestro.
Il problema nascerebbe se gli Usa dovessero incrociare petroliere cinesi o russe. Queste ultime potrebbero rifiutare il permesso di ispezione ai marines. E a quel punto la Casa Bianca come si comporterebbe? Al momento, tra l'altro, Pechino ha alcune navi schierate nel Golfo di Aden con l'obiettivo di proteggere i suoi mercantili dagli assalti dei pirati. Pare che possa contare su un caccia lancia-missili, una fregata e un rifornitore.