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Donald Trump attacca ancora Meloni: "Se non stai con noi sull'Iran, non lo sei neppure sul resto"

mercoledì 15 aprile 2026

3' di lettura

Ribadisce le accuse a Giorgia Meloni e rilancia, Donald Trump. Dopo l'intervista al Corriere della Sera martedì, il presidente degli Stati Uniti sceglie la giornalista Maria Bartiromo e il suo programma Mornings with Maria su Fox News per attaccare.

"Non abbiamo lo stesso rapporto", ha spiegato Trump riguardo Meloni. "È stata negativa. Chiunque ci abbia rifiutato supporto su questa questione iraniana, non avrà più lo stesso tipo di rapporto con noi". "Sono scioccato da lei. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo", aveva detto Trump al Corsera, poche ore dopo il durissimo affondo su Papa Leone XIV, anche lui tacciato di "debolezza" su Teheran. "Non è più la stessa persona", aveva concluso riguardo alla premier.

"Giusto per essere chiari: l'Italia prende un sacco di petrolio dallo Stretto di Hormuz", ha aggiunto oggi il presidente repubblicano. "Perché spendiamo centinaia di miliardi di dollari per la Nato, se poi non stanno dalla nostra parte? Se non sono con noi sull'Iran, non lo saranno neanche su temi molto più grandi". 

La sinistra italiana intanto approfitta dello scontro diplomatico tra Casa Bianca e Palazzo Chigi per attaccare la leader di Fratelli d'Italia: "Per quanto riguarda le critiche di Trump verso la Presidente del Consiglio, ci si dovrebbe interrogare sulla capacità di Giorgia Meloni di scegliersi le amicizie e gli alleati - ironizza Giorgio Marasa, responsabile delle relazioni internazionali per Sinistra Italiana -. La sospensione del rinnovo del memorandum di difesa con Israele, invece, è una buona notizia, ma è una scelta che arriva troppo tardi perché abbiamo dovuto assistere a un genocidio, l'utilizzo di fame e sete come armi di guerra e l'invasione di un altro paese prima di arrivare a questa decisione".

Di segno opposto, ovviamente, il commento di Fabio Rampelli, deputato di FdI e vicepresidente della Camera: "Da quel che io ricordi Giorgia Meloni ha dato un giudizio chiaro sulle esternazioni del Presidente americano nei confronti di Papa Leone XIV. Né ci si poteva aspettare un mazzo di rose dalla Casa Bianca. No? Ma la dinamica è chiara: azione italiana e reazione americana, non il contrario. Sulla tempistica poi siamo alle comiche. Prima ci si lamenta che il Capo del governo non difenda il Papa, quando accade ci ha messo troppo tempo, quando la posizione viene ribadita si fa passare la vulgata che Trump molla Giorgia Meloni... Trattare le posizioni di politica internazionale come messaggistica istantanea o come liti da cortile fa capire lo scadimento di taluni critici. Pretendono spesso la luna e quando la vedono è solo una palla da biliardo. Incommentabili. Il governo italiano ha lavorato per diminuire l’impatto dei dazi sull’Europa, non li ha subiti passivamente né si è nascosto dietro la Von der Leyen e la competenza europea. Ha espresso il suo giudizio negativo sulla pretesa americana di annettersi la Groenlandia, è rimasto al fianco del popolo ucraino mentre si cercava di consegnare a Putin le regioni occupate coi carri armati, non ha concesso l’uso delle basi militari per bombardare l’Iran, condividendo l’orrore verso il regime degli Ayatollah ma non la guerra. Abbiamo nei fatti materializzato il senso nobile della nostra amicizia, casomai qualcuno avesse dubbi: alleati, non servi". 

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, invece, parlando a margine della Conferenza internazionale sul Sudan a Berlino, ha risposto alle domande della stampa sulle affermazioni di Trump dichiarando: "Io credo che debba essere sempre tenuto in conto che un rapporto di alleanza e di amicizia come quello fra l'Italia e gli Stati Uniti debba essere fatto di lealtà e rispetto. Cosa che noi abbiamo sempre fatto". Mentre sulla premier: "Non si può dire certamente che Meloni non sia persona coraggiosa perché ha sempre detto tutto ciò che pensava. Essere amici significa essere leali, dire ciò che si pensa anche quando non si è d'accordo". In ogni caso, ha assicurato: "Non è un confronto franco su questioni dove non si è d'accordo a poter certamente lacerare le relazioni tra Italia e Stati Uniti". E ancora: "Non abbiamo condiviso le parole a proposito del Santo Padre, come non abbiamo condiviso le parole sulla Groenlandia perché abbiamo una posizione diversa, così come non abbiamo partecipato alla guerra in Iran perché non è la nostra guerra. Ma questo non significa non avere buone relazioni con gli Stati Uniti".

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