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Iran, la guerra nel Golfo in diretta: Trump con Israele, "grande alleato a differenza di altri"

domenica 19 aprile 2026

3' di lettura

L'Iran torna a serrare lo Stretto di Hormuz, riportandolo sotto "stretto controllo", in risposta alla prosecuzione del blocco statunitense sui suoi porti, a tre giorni dalla scadenza del cessate il fuoco tra Teheran e Washington e mentre un accordo di pace appare ancora lontano. Dura la reazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accusato Teheran di "ricatto". E dopo aver riunito la situation room ha tuonato: "Subito un accordo o sarà di nuovo guerra". Di seguito le principali notizie della giornata:

Trump: "Israele grande alleato, a differenza di altri" - Israele è "un grande alleato" degli Stati Uniti, a differenza di altri. In un post su Truth Social, Donald Trump celebra la salda alleanza con Israele di Benjamin Netanyahu: "Hanno dimostrato di essere dei grandi alleati degli Stati Uniti - scrive nel post - sono coraggiosi, audaci, leali e intelligenti e, a differenza di altri che hanno mostrato la loro vera natura nei momenti di conflitto e stress, Israele combatte duramente e sa come vincere". 

Trump pubblica video di iraniani che appoggiano le azioni Usa - Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripubblicato sul suo social Truth dei video in cui alcuni iraniani scandiscono slogan di apprezzamento e sostegno alle azioni degli Stati Uniti contro la Repubblica islamica. Trumpo ha poi pubblicato un'altra immagine con la didascalia: "Il meglio deve ancora venire". 

Ghalibaf, "Progressi nei negoziati, ma ancora lacune" - Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Ghalibaf, ha dichiarato in un'intervista all'agenzia di stampa iraniana Tasnim che "ci sono stati progressi nei negoziati con gli Stati Uniti, ma ci sono ancora grandi lacune". "Abbiamo giunto a conclusioni su alcune questioni, ma non su altre, e sono state sollevate varie proposte. Siamo ancora lontani da una discussione definitiva. Insistiamo su alcune questioni che per noi non sono negoziabili". Ghalibaf, che ha guidato il team negoziale iraniano nei colloqui che sono crollati nella capitale pakistana una settimana fa, ha aggiunto: "I negoziati a Islamabad non hanno eliminato la nostra diffidenza verso gli Stati Uniti, ma penso che la comprensione reciproca tra le due parti sia diventata più realistica." 

"Teheran ha ancora il 70% delle scorte di missili balistici" - Secondo le valutazioni dell'intelligence statunitense, l'Iran ha probabilmente ancora accesso a circa il 70% delle sue scorte di missili balistici prebelliche e a circa il 60% dei suoi lanciatori di missili. Lo riporta un rapporto del New York Times. Secondo il Times, quando l'8 aprile è entrato in vigore il cessate il fuoco di due settimane tra Iran e Stati Uniti, Teheran aveva accesso a circa la meta' dei suoi lanciatori di missili balistici. Da allora, il rapporto afferma che è riuscita a dissotterrare altri 100 lanciatori, portando il totale dei lanciatori missilistici operativi a circa il 60% del totale prebellico. Oltre ai lanciatori, il rapporto afferma che l'Iran sta anche lavorando per recuperare eventuali scorte di missili rimaste sepolte sotto le macerie degli attacchi statunitensi e israeliani. Una volta completata l'operazione, i funzionari dell'intelligence statunitense ritengono che Teheran disporrà di arsenali missilistici pari a circa il 70% di quelli prebellici. 

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