Prosegue la guerra nel Golfo, il conflitto iniziato lo scorso 28 febbraio con l'attacco di Usa e Israele a Iran. Una chiazza di petrolio si sta espandendo al largo dell’isola iraniana di Kharg, importante terminale per l’esportazione di greggio. Donald Trump continua a dirsi fiducioso sull'accordo con Teheran, da cui attende una risposta a breve. Resta attivo il blocco al canale di Hormuz. L'Iran per la prima volta diffonde notizie sulla sorte di Mojtaba Khamenei: sarebbe ferito, ma in buone condizioni. Il New York Times accusa la Russia di aiutare Teheran con forniture militari attraverso il Mar Caspio. Di seguito, la cronaca della giornata di guerra.
Raid israeliani nel sud del Libano
Le Forze di Difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di aver condotto attacchi contro diversi depositi di armi di Hezbollah e contro una postazione utilizzata per il lancio di droni nel sud del Libano. Secondo quanto riferito dall'esercito israeliano, il sito veniva impiegato dal "Partito di Dio" per colpire con velivoli senza pilota le truppe dello Stato ebraico schierate nell'area meridionale del Paese.
Nelle ore precedenti, le Idf avevano inoltre comunicato di aver distrutto due lanciarazzi di Hezbollah già predisposti per essere utilizzati. Sempre secondo la versione fornita dall'esercito, uno dei sistemi era stato impiegato in un attacco contro soldati israeliani nel sud del Libano, mentre il secondo sarebbe stato usato in passato in operazioni contro il territorio israeliano.
Putin: "Il conflitto non conviene a nessuno"
La guerra "non è nell'interesse né dell'Iran né degli Stati Uniti. Spero si concluda il prima possibile". È quanto ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin intervenendo davanti ai giornalisti.
Trump: "Teheran vuole chiudere l'intesa"
Gli iraniani "vogliono davvero concludere un accordo" e "lo sapremo molto presto". Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista rilasciata all'emittente francese LCI. Il capo della Casa Bianca ha ribadito di essere ancora in attesa di una risposta da parte di Teheran rispetto alla proposta americana finalizzata a fermare il conflitto, riaprire lo Stretto di Hormuz e ridimensionare il programma nucleare iraniano.
Washington conferma il blocco navale
"Il blocco navale contro l'Iran continua ad essere pienamente applicato. Ad oggi, le forze del CENTCOM hanno reindirizzato 58 navi commerciali e ne hanno disabilitate 4 dal 13 aprile per impedire alle navi di entrare o uscire dai porti iraniani". È quanto sottolinea il Comando Centrale degli Stati Uniti.
Washington colpisce tre aziende cinesi: "Aiuti all'Iran con immagini satellitari"
Gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni contro tre società con sede in Cina accusate di aver fornito immagini satellitari utilizzate dall'Iran per condurre attacchi contro le forze americane in Medio Oriente. La decisione arriva a ridosso della visita del presidente Donald Trump a Pechino, dove è previsto un incontro con il leader cinese Xi Jinping. Secondo quanto comunicato dal Dipartimento di Stato, le misure puntano a chiamare le aziende cinesi a rispondere del sostegno offerto a Teheran. A sottolinearlo è stato il segretario di Stato Marco Rubio. Dopo gli attacchi avviati da Stati Uniti e Israele il 28 febbraio, l'amministrazione Trump avrebbe registrato un forte incremento della disponibilità di immagini satellitari cinesi relative all'area del conflitto, circostanza che ha alimentato i sospetti di un supporto strategico all'Iran e ad altri rivali di Washington. Tra le aziende finite nel mirino figurano Meentropy Technology di Hangzhou, conosciuta anche come MizarVision, The Earth Eye e Chang Guang Satellite Technology. Quest'ultima era già stata colpita da sanzioni nel 2023 per aver fornito immagini satellitari alla compagnia militare privata russa Wagner. Contestualmente, il Dipartimento di Stato americano ha adottato nuove sanzioni anche contro il ramo operativo per l'export del ministero iraniano della Difesa e della Logistica delle forze armate.
Crosetto: "La priorità è fermare i conflitti"
"Il nodo non è ricucire i rapporti con gli Stati Uniti". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto ha risposto ai giornalisti a Genova, a margine della celebrazione nella Cattedrale di San Lorenzo dedicata agli alpini per la 97esima adunata nazionale. Secondo Crosetto, il vero obiettivo resta quello di "porre fine alla guerra in Iran, in Ucraina e agli altri conflitti", sottolineando come tra Italia e Stati Uniti non vi sia alcuna frattura diplomatica.
Trump: "Teheran vuole trovare un'intesa"
Donald Trump, intervistato dall'emittente francese LCI, ha dichiarato che "l'Iran vuole davvero raggiungere un accordo" e si è detto convinto che "arriveranno notizie molto presto". Le parole del presidente americano arrivano mentre a Teheran è in corso l'esame di una proposta avanzata dagli Stati Uniti.
Iran, diffusi dettagli sulle ferite di Mojtaba Khamenei
Per la prima volta l'Iran ha reso pubbliche informazioni sulle condizioni di Mojtaba Khamenei, ferito nei raid aerei che all'inizio del conflitto costarono la vita al padre, l'ex Guida Suprema Ali Khamenei. Secondo un video diffuso dall'agenzia Nour, vicina al Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano e ripreso dal Wall Street Journal, un funzionario avrebbe confermato che Mojtaba Khamenei è rimasto ferito ma che le sue condizioni sarebbero buone. Nel filmato, Mazaher Hosseini, indicato come coordinatore delle riunioni governative di alto livello, ha spiegato che le ferite riportate alla rotula e alla schiena starebbero guarendo rapidamente e che i problemi alla schiena sarebbero già risolti. Hosseini ha inoltre parlato di un piccolo taglio dietro l'orecchio, già medicato e nascosto dal turbante. Le autorità iraniane insistono sul miglioramento del quadro clinico, mentre fonti statunitensi continuano a descrivere le ferite come particolarmente serie.
Centcom: "Respinte 58 navi dall'inizio del blocco"
Il Comando centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che dall'avvio del blocco navale contro i porti iraniani, scattato il 13 aprile, sono state respinte 58 navi mercantili mentre altre quattro sarebbero state "messe fuori uso". "In piena applicazione il blocco navale americano contro l'Iran", ha scritto il Centcom in un messaggio pubblicato su X, precisando che le operazioni puntano a impedire alle imbarcazioni commerciali di entrare o uscire dagli scali iraniani.
Trump: no comment sulla risposta dell'Iran
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, nel corso di una telefonata esclusiva con il Corriere della Sera avvenuta nella mattinata di sabato, ha scelto di non esprimersi sulla lettera di risposta inviata dall'Iran, documento che era atteso nella notte tra venerdì e sabato. Il tycoon si è limitato a un secco "no comment", senza aggiungere ulteriori dettagli sul contenuto della comunicazione proveniente da Teheran.
Teheran corregge la versione sugli attacchi nel Golfo
Arriva una smentita dall'Iran sulle notizie diffuse nelle scorse ore riguardo presunti dispersi dopo attacchi attribuiti agli Stati Uniti contro pescherecci e mercantili iraniani nel Golfo Persico. A fare chiarezza è stata la stessa Cnn, che inizialmente aveva rilanciato le informazioni provenienti dai media iraniani. Secondo la ricostruzione dell'emittente americana, le notizie relative a un presunto raid condotto da "aerei americani" erano state diffuse dall'agenzia Mehr, che citava dichiarazioni attribuite al governatore di Bandar-e-Lengeh, Fawad Moradzadeh. Successivamente, però, lo stesso Moradzadeh sarebbe stato citato dall'agenzia Tasnim per smentire categoricamente quelle ricostruzioni. "Quanto pubblicato da alcuni organi di stampa, che mi attribuiscono tali dichiarazioni, è falso e non esistono dati ufficiali o confermati né comunicazioni delle autorità competenti riguardo a un simile attacco", ha dichiarato Moradzadeh secondo quanto riportato dalla Tasnim.
Nyt: la Russia trasferisce forniture a Teheran attraverso il Mar Caspio
La Russia starebbe utilizzando il Mar Caspio per trasferire in modo riservato forniture militari e commerciali all'Iran, contribuendo ad aiutare Teheran a eludere la pressione e le sanzioni degli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times, secondo cui il bacino è diventato un corridoio strategico per i rifornimenti, mentre l'Iran cerca alternative allo Stretto di Hormuz nel contesto delle continue tensioni con Washington e del blocco navale statunitense. Secondo le fonti citate dal quotidiano, Mosca avrebbe inviato verso l'Iran merci e componenti per droni attraverso il Mar Caspio, contribuendo a ricostituire le capacità militari iraniane dopo le perdite subite nei combattimenti. Funzionari statunitensi riferiscono che tra le forniture figurerebbero anche parti per droni, mentre fonti iraniane segnalano un aumento delle importazioni di beni alimentari come grano, mais e olio di semi attraverso i porti caspici. Il Mar Caspio, accessibile solo ai cinque Paesi rivieraschi e quindi fuori dalla portata militare diretta degli Stati Uniti, viene descritto come una delle rotte più efficaci per aggirare sanzioni e controlli.
Media: Trump stanco della guerra. Vuole che finisca
Donald Trump è stanco della guerra in Iran e vuole davvero che finisca. A scriverlo è la prestigiosa rivista The Atlantic, sulla base di indiscrezioni raccolte tra i collaboratori di Trump. "Nonostante l'impasse negoziale, Trump è riluttante a riprendere le ostilità", hanno riferito le fonti, non vuole restare impatanato inm Medio Oriente come alcuni dei suoi predecessori. C'è inquietudine per la diminuzione delle scorte di armamenti e alcuni alleati degli Stati Uniti nella regione (inclusi, a volte, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti) hanno espresso preoccupazione che la ripresa degli attacchi americani li renderebbe nuovamente bersagli della rappresaglia iraniana. E Trump ha chiarito ai suoi consiglieri che vuole impedire qualsiasi azione militare prima del suo viaggio a Pechino la prossima settimana per incontrare il presidente cinese Xi Jinping
Araghchi: azioni Usa creano sospetti su intenzioni pace
Il comportamento degli Stati Uniti genera dubbi sulle reali intenzioni di Washington nei negoziati per la pace. A sottolinearlo è stato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, in una telefonata con il suo omologo turco Hakan Fidan. "Le recenti provocazioni delle forze statunitensi nel Golfo Persico e le loro numerose azioni volte a violare il cessate il fuoco hanno alimentato i sospetti riguardo alle intenzioni e alla serietà della parte americana nel processo diplomatico", ha detto Araghchi a quanto riferisce una nota ufficiale riportata dall'agenzia Isna
L'annuncio di Trump: attende una risposta dall'Iran per oggi
Donald Trump spiega di attendere per oggi una risposta dall'Iran sull'ultima proposta per mettere fine alla guerra, e allo stesso tempo ha spiegato ai giornalisti, mentre lasciava la Casa Bianca, che in caso contrario riattiverà l'Operazione Libertà per la scorta militare delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz.
Reindirizzate 57 navi commerciali nell'operazione di blocco dei porti Iran
Il Comando centrale americano ha fatto sapere di aver reindirizzato 57 navi commerciali ed impedito ad altre 4 di entrare o uscire dai porti dell'Iran. Il Centcom ha anche aggiunto che le tre cacciatorpediniere USS Truxtun, USS Rafael Peralta e USS Mason stanno navigando nel Mar Arabico a sostegno del blocco navale contro Teheran.
Gli Usa rivedono risoluzione Onu sull'Iran ma si prevede comunque il veto Cina-Russia
Washington ha rivisto la sua proposta di risoluzione alle Nazioni Unite che chiede all'Iran di interrompere gli attacchi e le attività di minamento nello Stretto di Hormuz, ma è improbabile che le modifiche evitino il veto di Cina e Russia. Lo scrive l’agenzia Reuters che cita fonti diplomatiche, sottolineando che un veto cinese sarebbe imbarazzante in vista del viaggio di Donald Trump in Cina la prossima settimana. Una bozza aggiornata, condivisa con i membri del Consiglio di Sicurezza giovedì pomeriggio, ha eliminato una clausola che invocava il Capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite, che consente al Consiglio di imporre misure che vanno dalle sanzioni all'azione militare. Tuttavia, il linguaggio duro contro l'Iran è rimasto, così come una clausola secondo cui, in caso di mancato rispetto, il Consiglio "si riunirà nuovamente per valutare misure efficaci, comprese le sanzioni, al fine di garantire la libertà di navigazione nell'area". Non è chiaro quando il Consiglio potrebbe votare sulla risoluzione. Sebbene il testo non autorizzi esplicitamente l'uso della forza, non lo esclude e "riafferma il diritto degli Stati membri di difendere le proprie navi da attacchi e minacce, comprese quelle che minano i diritti e le libertà di navigazione".