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L'Occidente resti unito se vuole battere Putin

L’ultima trovata dello zar è quella di aprire trattative di pace con Schroeder mediatore. Schroeder da tempo è passato armi e bagagli nella sua area, divenendo un manager molto ben pagato di Gazprom
di Fabrizio Cicchitto mercoledì 13 maggio 2026

3' di lettura

Mai il quadro geopolitico è stato così ingarbugliato. Noi siamo fra quelli che non danno torto a priori agli Usa e allo stesso Trump che vuole impedire all’Iran di costruire la bomba atomica che secondo gli ayatollah e i pasdaran iraniani ha come obiettivo quello di distruggere Israele e non diamo torto a quest’ultima quando chiede il disarmo di Hamas a Gaza e quando risponde a Hezbollah che stanno bombardando una serie di obiettivi collocati su territorio israeliano. Se non che Trump e Netanyahu, perseguendo questi obiettivi hanno commesso una serie di forzature e di errori che rischiano di portare a risultati di segno opposto.

Per esser chiari tra questi errori non rientra a nostro avviso l’accusa di genocidio, cavalcata da larga parte della sinistra italiana e rivolta a Israele. Israele ha commesso alcuni crimini di guerra che vanno condannati, ma nessun genocidio che è ben altra cosa, vale a dire la distruzione sistematica di tutto un popolo. Israele rimane una democrazia multietnica, dove è in atto una permanente contestazione del governo Netanyahu e dove una parte dei palestinesi è inserita a tutti i livelli nella vita sociale, politica e culturale israeliana. Invece è certamente del tutto inaccettabile il comportamento dei coloni in Cisgiordania che è contraddittorio proprio come principi democratici di Israele.

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Così non sono condivisibili altre cose: il fatto che gli Usa di Trump e Israele sono partiti con l’attacco all’Iran senza aver consultato e coinvolto dall’inizio gli alleati europei e la Nato, salvo poi attaccarli per il loro dissenso successivo. In più di Trump non si capisce il senso degli attacchi al Papa, la dichiarazione di voler ritirare le truppe americane dall’Europa, le polemiche con l’Italia, la Francia, l’Inghilterra. Rispetto a tutto ciò ci sembra razionale e volta a ridurre i danni la linea equilibrata seguita dall’Europa dei volenterosi nella quale si è inserita anche Giorgia Meloni, volta a mantenere la solidarietà atlantica tra l’Europa e gli Usa, e a costruire pur fra mille contraddizioni una politica estera e un esercito europeo. Non bisogna mai dimenticare che l’Occidente nel suo complesso rischia di andare in bocca al lupo se si divide.

Esiste un fronte vasto e articolato schierato in chiave anti-Occidentale. Ciascuna forza di quel campo si muove a suo modo: la Cina, agisce specialmente sulla leva economica, ma non bisogna mai dimenticare che è un Paese del tutto autoritario nel suo regime interno e che tratta in modo disumano i musulmani esistenti sul suo territorio. La Russia sviluppa una guerra ibrida in tutte le direzioni, finora l’Iran è stato il braccio militare che riforniva anche la Russia. Questa linea anti-Occidentale fa leva sulle posizioni di estrema destra e di estrema sinistra, molte delle quali di stampo filo putinista e filo palestinese.

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In Italia una parte del campo largo (il M5S di Conte, chiaramente filo-putinista, il neutralismo anti-Occidentale di Avs e di una parte del Pd) è schierata lungo questo fronte anti-Occidentale, la cartina di tornasole sul terreno della democrazia e della libertà è costituita dalla solidarietà dei governi e delle forze politiche con l’Ucraina. Fortunatamente l’Ucraina sta smentendo le aspettative della sua disfatta dei putinisti europei: in prima linea fra essi Conte, il M5S, e il Fatto di Travaglio. Su questo terreno l’ora della verità prima o poi verrà per tutti. L’ultima trovata di Putin è adesso quella di aprire trattative di pace con Schroeder mediatore. Schroeder da tempo è passato armi e bagagli nell’area di Putin, divenendo un manager molto ben pagato di Gazprom.

Il fatto che Putin lo abbia proposto come mediatore significa che egli non è ancora entrato nell’ordine di idee di fare trattative reali e vista la situazione di difficoltà politica, militare ed economica in cui si trova, sta ricorrendo perfino a imbrogli infantili e plateali perché Schroeder è conosciuto da tutti. Su questo nodo decisivo però Trump finora è stato di una ambiguità assai inquietante.

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