Mentre l’ex presidente russo Dmitrij Medvedev in un video postato sui social distruggeva col tritadocumenti i volti dei leader europei, tra una provocazione e l’altra l’attuale presidente Vladimir Putin vantava in un intervento l’impressionante numero di 700mila effettivi schierati sul fronte ucraino. Ma ancora più impressionante è la campagna di reclutamento che le forze russe hanno avviato quest’anno dopo aver perso, stando ai dati ucraini, qualcosa come 1,4 milioni di soldati. Una campagna che non tiene conto di nulla, né dell’età, né della situazione famigliare, né dello stato di salute degli arruolati. Nemmeno dello stato di salute mentale, come hanno testimoniato in queste ultime ore alcuni siti russi.
Idel.Realii racconta del caso di uomo di 30 annidi Ulyanovsk, amena città sul Volga, costretto ad arruolarsi e spedito a combattere in Ucraina nonostante fosse in cura presso i servizi psichiatrici locali fin dall’infanzia. La vicenda di Daniil Rudnev è stata raccontata da alcuni parenti che non si danno pace, in quanto il 30enne è stato strappato alla sua vita con l’inganno e con la violenza. Daniil è disabile dalla nascita, gli è stato diagnosticato un ritardo mentale e, stando alla documentazione medica dell’Ospedale Clinico Psichiatrico Regionale VA Koposov di Ulyanovsk, è paziente del servizio psichiatrico locale dal 2008.
Eppure la commissione medica locale lo avrebbe improvvisamente dichiarato sano e idoneo al servizio, ignorando gli evidenti segni di disabilità mentale, il fatto che il giovane sia analfabeta e abbia notevoli difficoltà di linguaggio, che in vita sua non ha mai lavorato, se non occasionalmente e per brevissimi periodi. Daniil in realtà aveva lui medesimo espresso il desiderio di firmare il contratto del ministero della Difesa per il reclutamento, ma i suoi famigliari ritenevano non fosse in grado di decidere e per impedirgli di partire gli hanno requisito il passaporto.
In più erano certi che essendo stato classificato dalle autorità come “D”, cioè “non idoneo al servizio militare” a causa di gravi malattie croniche, non lo avrebbero mai richiamato. Ma così non è stato, hanno falsificato tutti i documenti e lo hanno subito spedito a combattere. «Non capiva dove stesse andando; il suo tesserino militare era falso. L’ufficio di reclutamento ha affermato di aver chiesto a Daniil se avesse problemi di salute e se la commissione medica avesse rilasciato un certificato. Alla fine, lo hanno semplicemente falsificato», racconta un parente, aggiungendo che ora Daniil piange e chiede di essere riportato a casa. La vicenda ricorda quella di Alexey Vachrushev, un ventiduenne di Chernovskoye, nella regione di Perm, costretto nel 2024 a firmare un contratto militare dopo essere stato accusato ingiustamente dai vicini di aver rubato del cibo. La polizia non trovò nulla, ma lo costrinse a firmare per il fronte per non essere incriminato e non rischiato fino a 10 annidi carcere. Anche ad Alexey è stata diagnosticata una disabilità intellettiva, ha trascorso gran parte della sua vita sotto cure psichiatriche e si è diplomato in una scuola specializzata per bambini con ritardo dello sviluppo.
Il ragazzo fu poi mandato in un centro di addestramento nella regione di Chelyabinsk, dal quale chiamava la madre dicendosi vittima di abusi e derisioni. Fuggito, raggiunto dalla procura militare e riportato al fronte in Ucraina, alle successive angherie da parte di commilitoni e superiori Alexey ha risposto ancora con la fuga. Era la fine del 2024 e da allora se ne sono perse le tracce. Secondo il decreto di mobilitazione di Putin le persone disabili sarebbero esentate dal servizio militare, ma nella realtà di carenza di “materiale umano” per la guerra in corso tali regole sono saltate.
Gli standard si sono abbassati, le garanzie ignorate e la pressione sul reclutamento sta coinvolgendo persone che normalmente ne sarebbero escluse, come i disabili appunto, ma anche i detenuti, i tossicodipendenti e gli alcolizzati. Tutti considerati di fatto “manodopera sacrificabile”. Perfino quelli che sono stati gravemente feriti in combattimento vengono rispediti al fronte e in questo caso al danno si aggiunge la beffa. Anzi, due: così facendo lo Stato evita di pagare loro il risarcimento previsto da 3 milioni di rubli.