CATEGORIE

Trump e Netanyahu, quel lavoro sporco che hanno fatto anche per noi

di Alessandro Sallusti martedì 16 giugno 2026

2' di lettura

Lascio agli esperti di geopolitica il compito di stabilire chi abbia vinto, perso o pareggiato nella guerra che da un anno vede contrapposti l’Iran a Stati Uniti ed Israele. Il fatto che sia stato annunciato ufficialmente dalle parti un accordo di pace è comunque la fine di un incubo, anzi di un doppio incubo. Il primo è che il prolungarsi del conflitto avrebbe messo in ginocchio le economie occidentali e quella italiana in particolare; la seconda è che la crisi potesse allargarsi portando il mondo intero sull’orlo della Terza guerra mondiale. 

Siamo sinceri: alla maggioranza degli italiani di quello che succede da quelle parti del mondo - come in qualsiasi altra -, ahimè Ucraina compresa interessa poco o nulla, siamo la patria di due diritti, quello romano e quello di infischiarsene di ciò che accade fuori dal nostro uscio. Anche Enzo Biagi, uno che alle cose del mondo si interessava, a un certo punto se ne fece una ragione: «Difficile capire un Paese - scrisse - dove la stessa cosa è chiamata al Nord uccello e al Sud pesce», riferendosi alle parti intime maschili. Dico questo perché fuori di ipocrisia la domanda che tutti in queste ore ci facciamo non è che ne sarà dell’Occidente, se le nostre libertà e la democrazia dopo tutto sto casino sono più o meno al sicuro, bensì: vabbè, ma tra quanti giorni la benzina alla pompa tornerà sotto i due euro? E le bollette quando inizieranno a calare? Per carità, il portafoglio è caro e indispensabile a tutti noi e aprirlo per questioni lontane che riguardano innanzi tutto l’eterna rivalità tra sunniti e sciiti e tra questi e il popolo ebraico ci fa uscire di testa più che perdere denaro alla slot del bar sotto casa e per questo ci invaghiamo del primo imbonitore politico che ci conforta in questa nostra originale tesi (alcuni - tipo i grillini - li abbiamo mandati al governo, altri vorremmo mandarceli).

Tutto legittimo, ma ci sfugge un dettaglio non marginale: il nostro portafoglio è sì intaccato dal prezzo della benzina ma non si svuota mai completamente e irrimediabilmente perché la fortuna ci ha fatto nascere nella parte del mondo libero, l’unica dove è possibile almeno sperare di crescere e arricchirsi. Parte che non è l’Iran degli ayatollah né la Russia di Putin, bensì l’America (anche se di Trump) e Israele (anche se con Netanyahu). Che come disse il cancelliere tedesco Merz «hanno fatto il lavoro sporco anche per noi».

tag
iran
usa
donald trump
benjamin netanyau

Scatenato G7, Donald Trump picchia duro: "Come diventi terzo mondo"

L'intervista ad Andrea Gilli Iran, Andrea Gilli: "L'accordo? Un compromesso accettabile per tutti"

Ancora bufera Milan, Cardinale e Ibrahimovic da Trump? La foto che fa imbestialire i tifosi

Ti potrebbero interessare

G7, Donald Trump picchia duro: "Come diventi terzo mondo"

Iran, Andrea Gilli: "L'accordo? Un compromesso accettabile per tutti"

Dario Mazzocchi

Milan, Cardinale e Ibrahimovic da Trump? La foto che fa imbestialire i tifosi

Lorenzo Pastuglia

Russia, accusa clamorosa: "Monastero di Kiev colpito da un Patriot americano"

Redazione

G7, Donald Trump picchia duro: "Come diventi terzo mondo"

Donald Trump non smette di far parlare di sè. A poche ore dalla conferma di un accordo Usa-Iran per porre fine al...

Regno Unito, divieto totale per gli under-16: Starmer, scelta estrema sui social

Niente social media per i minori di 16 anni. Il Regno Unito segue il modello dell'Australia e annuncia il bando tota...

Iran, Andrea Gilli: "L'accordo? Un compromesso accettabile per tutti"

Né un trionfo assoluto del presidente americano, Donald Trump, né un «gioco lungo e incerto in cui a...
Dario Mazzocchi

Crans-Montana, lo schiaffo della Svizzera ai ragazzini in fin di vita: "Tutti bocciati"

Dalla Svizzera un'altra smacco ai feriti di Crans-Montana. Mentre i feriti italiani ricoverati per lungo tempo sono ...