Dopo il farneticante attacco di Donald Trump a Giorgia Meloni, inevitabilmente, si ripresentano i dubbi sulla salute mentale del presidente Usa. Dubbi alimentati da alcune frasi, per esempio quelle su Napoleone e Alessandro Magno, oggettivamente inspiegabili.
Ma non solo. Negli ultimi giorni, così come negli ultimi anni, il capo della Casa Bianca è arrivato ad attribuirsi qualità strategiche superiori a quelle dei più celebri condottieri del passato, sostenendo di essere "più grande di Napoleone" sotto il profilo militare. Una frase che ha suscitato incredulità e ironie, alimentando un dibattito già acceso sul suo stile comunicativo e sul crescente ricorso a dichiarazioni iperboliche.
Ancora più sorprendente quanto affermato durante un colloquio con Axios, quando Trump ha evocato alcune delle figure più note della storia universale. Parlando di Alessandro Magno, Giulio Cesare e Guglielmo il Conquistatore, il presidente ha osservato: "Non avevano gli aerei giusto? Non si poteva viaggiare come oggi".
Frasi sconcertanti che hanno fatto il giro del mondo e che sono state interpretate da molteplici commentatori come l'ultimo esempio di una comunicazione sempre più imprevedibile e irrazionale. Negli Stati Uniti, così come in Europa, si moltiplicano le analisi sulle conseguenze politiche di dichiarazioni di questo tipo, soprattutto considerando il ruolo istituzionale ricoperto da Trump.
Va ricordato che non esiste alcuna valutazione medica ufficiale che consenta conclusioni sulla sua salute mentale. Resta però il fatto che molte delle sue esternazioni continuano ad alimentare interrogativi e perplessità. E, dopo l'ultima rottura con Giorgia Meloni, l'attenzione si è spostata ancora una volta più che nel merito dello scontro sulle parole del presidente degli Stati Uniti. Già. Trump è in sé?