Il giudice istruttore Juan Carlos Peinado ha disposto il rinvio a giudizio per la moglie del premier spagnolo Pedro Sanchez, Begoña Gómez, nonché per la sua assistente alla Moncloa, Cristina Alvarez e per l'imprenditore Juan Carlos Barrabés. È quanto si legge nel provvedimento del giudice visionato da LaPresse. Gómez è accusata di quattro reati: traffico di influenze, appropriazione indebita, corruzione e malversazione. Gli stessi presunti reati sono contestati ad Alvarez mentre Barrabés è accusato di due reati, ovvero traffico d'influenze e corruzione. Peinado ha disposto misure cautelari a carico della first lady: il ritiro del passaporto, il divieto di lasciare il territorio nazionale e l'obbligo di firma ogni 15 giorni. Ha adottato le stesse misure cautelari anche per Alvarez.
Nel provvedimento di 84 pagine il giudice istruttore Peinado afferma che da quando Sanchez è diventato segretario generale del Psoe, e ancor più premier, "si è verificato un cambiamento immediato e significativo nella traiettoria professionale di Begoña Gómez". Peinado ritiene che la first lady abbia offerto favori o influenza a imprese in cambio di servizi volti a promuovere la sua carriera professionale.
In particolare sottolinea il rapporto tra la first lady e l'imprenditore Barrabes. "Mentre insegnava al Master in Gestione della Raccolta Fondi Pubblica e Privata per Organizzazioni Non Profit, nello stesso anno ha promosso la creazione" all'Università Complutense di Madrid, della Cattedra Straordinaria di Trasformazione Sociale Competitiva, all'interno della quale si sarebbero poi strutturati nuovi sviluppi accademici e tecnologici. Per la creazione, il finanziamento, lo sviluppo e il consolidamento di questa cattedra, María Begoña Gómez Fernandez ha sfruttato la sua relazione con Juan Carlos Barrabés Cónsul", si legge nel provvedimento. Peinado ritiene che ci sia un collegamento tra "lo sviluppo di progetti professionali promossi da Gomez con l'assegnazione di appalti pubblici a imprese legate alla rete imprenditoriale di Barrabés".