In Germania, da qualche giorno, è scoppiata la polemica intorno all'ultimo film del regista tedesco Uwe Boll, dal titolo "Citizen Vigilante". La pellicola, in effetti, è piuttosto cruda: nel film si vede il protagonista - un ex militare - puntare la pistola a dei ragazzini sul tram perché non devono rubare le banane oppure vendicarsi per uno stupro a una minorenne sterminando un'intera famiglia di migranti.
Per chi conosce Boll tutto ciò non dovrebbe stupire. Il regista - che a fine giugno ha dichiarato di votare Afd - è solito trattare temi molto discussi e mettere al centro delle proprie opere personaggi estremi. Lasciando poi allo spettatore il compito di interpretare le motivazioni e le conseguenze delle loro azioni. In questo caso, il suo intento era evidentemente quello di criticare le politiche migratorie tedesche, sulle quali non ha mai nascosto il proprio scetticismo (in passato aveva dichiarato che sull'immigrazione "nessuno fa mai nulla"). Con "Citizen Vigilante" volevo "prendere a calci in cu*o i tedeschi", ha detto chiaramente.
Il film, dunque, è stato criticato perché "eccessivamente cruento", ma altre polemiche sono scoppiate anche in seguito alla decisione di vietare la pellicola ai minori. Un parlamentare dell'Afd, Ronald Glaser, si è infuriato per il "il divieto di fatto" del film, gridando alla "censura morale nel nome delle élite politically correct" e aggiungendo che "questa repressione dell’arte deve finire". Dalle parole, Glaser è poi passato ai fatti, organizzando una proiezione della pellicola nel suo ufficio di Blankenburg, alla periferia di Berlino. Stando a quanto si legge su Repubblica, l'iniziativa è stata particolarmente apprezzata: fragorosi applausi e urla di "molto bello!" hanno accompagnato le scene in cui il protagonista compiva razzie di immigrati. Insomma, un vero successone. Tanto che Boll ha già annunciato l'arrivo di "Citizen Vigilante 2".